Confessa la vendita di cocaina al barelliere durante il coprifuoco
reggio emilia. Ha ora l’obbligo di firma nella caserma dei carabinieri – tre volte alla settimana – in attesa del processo (che si terrà fra due settimane) il marocchino 43enne Said Kharbach finito nei guai per spaccio di stupefacente nella notte fra domenica e lunedì.
La nuova misura restrittiva è stata decisa dal giudice Chiara Alberti al termine dell’udienza di convalida dell’arresto. In aula il nordafricano – difeso dall’avvocato Giuseppe Caldarola – ha parlato, ma solo tramite “dichiarazioni spontanee”, ammettendo in pratica il reato commesso, ma di lieve entità.
Come ricostruito in aula, una pattuglia dei carabinieri passando in via San Girolamo ha notato due uomini parlottare tra loro. Quando i militari li hanno fermati si sono resi conto che uno dei due (cioè Kharbach) alla vista delle divise ha gettato per terra un involucro subito recuperato: una dose da oltre mezzo grammo di cocaina, che l’uomo stava vendendo al cliente per la cifra di 40 euro. La perquisizione personale eseguita a caldo ha poi permesso di rinvenire all’interno del pacchetto di sigarette – che il 43enne aveva nella tasca dei pantaloni – altre tre dosi di hascisc per un peso complessivo di un grammo e mezzo, un involucro di carta stagnola contenente due grammi di sostanza da taglio e, arrotolati all’interno del pacchetto di sigarette, 130 euro.
Il cliente – un 47enne italiano abitante in provincia e che lavora come barelliere ospedaliero – ha confermato di aver concordato l’incontro per acquistare una dose di cocaina, mostrando a riprova la chat su WhatsApp intercorsa tra lui e il fornitore di fiducia. —
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