Gazzetta di Reggio

Reggio

Infortunio sul lavoro 

Ingaggiato per sopprimere un animale gli parte un colpo e si ferisce all’addome

Enrico Lorenzo Tidona

Grave un 59enne di Carpi, operato con urgenza al Santa Maria, che ieri mattina ha esploso uno sparo per sbaglio

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REGGIO EMILIA. Era stato chiamato da una famiglia di allevatori di Corticella per sopprimere una mucca ormai anziana e destinata al macello. Ma prima di sparare all’animale – come previsto dalla procedura e alla presenza di un veterinario – l’uomo giunto ieri mattina alle 9.30 da Carpi nell’azienda di via Aicardi 2 ha commesso un errore maneggiando l’arma a sparo singolo, dalla quale è partito un colpo inaspettatamente, finito sul ventre dell’uomo. Uno sparo che gli ha perforato l’addome, causando una ferita profonda al 59enne carpigiano, soccorso subito dai titolari dell’azienda agricola, che hanno fatto chiamare il 118.

«La mucca era anziana e non riusciva più ad alzarsi – spiega Franco Giovanardi, che lavora nell’azienda di famiglia insieme al figlio Fabrizio producendo latte per il Parmigiano Reggiano grazie a 150 mucche – La procedura prevede quindi che l’animale venga soppresso per trasportare poi la carcassa al macello. Un lavoro che può fare solo una ditta specializzata come quella che abbiamo chiamato. Poi è successo questo incidente che ha messo in allarme tutta Corticella. I vicini pensavano che si fosse ferito uno di noi».

L’autotrasportatore, dipendente della Consorzio servizi zootecnici di Cremona, nel manovrare la pistola ha fatto partire il colpo a poca distanza dalla pancia, procurandosi un foro profondo. Le condizioni del ferito sono subito apparse gravi ed è stato trasportato con urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove è stato operato.

Il tecnico dell’azienda cremonese è considerato un esperto ma sulla dinamica dell’infortunio sul lavoro sta ora cercando di fare luce anche il servizio di medicina del lavoro dell’Ausl di Reggio. I tecnici dello Spsal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) sono infatti arrivati nell’azienda di Corticella per raccogliere le testimonianze e ricostruire la dinamica dell’episodio a margine del quale sono intervenuti anche gli agenti della questura. La Squadra Volante ha inviato sul posto una pattuglia, che ha raccolto le prime informazioni, sincerandosi che si trattasse - com’è stato poi confermato - di un incidente sul lavoro.

«I soccorsi sono arrivati subito ma la ferita che si era fatto era profonda – continua Giovanardi – a noi è dispiaciuto molto quanto successo, anche perché si tratta di una procedura normale. Se l’animale non riesce più a camminare viene chiamata la ditta di trasporti specializzata, che deve portare l’animale al macello. Ma se, come in questo caso, si tratta di una mucca che non sta più in piedi perché ha un’età molto avanzata, allora bisogna prima sopprimerla, alla presenza di un veterinario che dovrà poi prelevare dei campioni per effettuare anche delle analisi per escludere eventuali malattie dell’animale. Della soppressione era incaricato l’autista, che speriamo adesso che si rimetta presto e nel migliore dei modi». —

Enrico Lorenzo Tidona

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