Le grilline toscane lo attaccano «Vergogna, parole gravissime»
FIRENZE. Lo scaricano. Anzi, lo accusano di «aver perso il controllo», di aver fatto «affermazioni gravissime», inaccettabili, vergognose. Le donne del Movimento 5 stelle in Toscana non lasciano margini ad ambiguità. Per Irene Galletti e Silvia Noferi non c’è nulla (o quasi) che giustifichi Beppe Grillo. Le reazione del garante di fronte alle accuse di stupro formulate contro il figlio Ciro non hanno scusanti. «Mi dissocio dalle gravissime affermazioni di Grillo sul figlio accusato di stupro – dice Noferi, consigliera regionale dei Cinquestelle – Una completa mancanza di lucidità e di controllo che ha mortificato la ragazza e tutte le persone coinvolte nella vicenda, portando alla ribalta delle cronache nazionali una vicenda che meriterebbe attenzione solo delle aule giudiziarie e da noi tutti, cautela e rispetto».
Una presa di posizione durissima da parte di una che da sempre viene ritenuta un’ortodossa del Movimento. E anche Galletti, capogruppo e già candidata presidente dei grillini, è netta: «Lo sfogo di Beppe mi addolora, come donna e come madre. Come madre, so bene quanto ciascun genitore vorrebbe proteggere il proprio figlio e non si riesca ad accettare anche solo l’idea che possa aver commesso un gesto del genere. Come donna, non posso accettare quello che è stato detto riguardo il presunto ritardo con il quale sarebbe stata denunciata la violenza. Posso solo immaginare il dolore che stanno attraversando queste famiglie, penso quindi che dovremmo rispettarlo silenziosamente e augurarci che questa vicenda, come molte altre analoghe, si concluda con l’emersione della verità». E se Francesco Berti, deputato livornese, parla di una «reazione scomposta di un padre che si trova da due anni a fare i conti con un dolore enorme», sottolinea anche che «in questi casi dosare le parole è impossibile. Meglio soprassedere».
Insomma, Beppe avrebbe dovuto tacere. Non è un caso che i grillini condannino il loro leader. Quella scenata in video sta aprendo una crisi politica e rischia di compromettere l’alleanza con il Pd in vista delle prossime amministrative, anche in Toscana. «Il dolore di un padre – continua Noferi – non può essere giustificazione per le accuse rivolte agli inquirenti e alla vittima, tanto meno se il padre è un personaggio famoso e garante di una forza politica che siede nei banchi del governo. La mancanza di autocontrollo di Grillo mi preoccupa molto per gli effetti a livello politico, spero che il Movimento trovi presto una definizione organizzativa condivisa e autorevole». Insomma, la speranza è che Giuseppe Conte prenda le redini del partito. Anche perché dal Pd c’è chi già mette in dubbio l’asse con i grillini, a cominciare da Andrea Marcucci. Per questo dal quartier generale dei dem toscani arriva un messaggio chiaro: «Quelle di Grillo sono parole inaccettabili, il tentativo di mettere la vittima sul banco degli imputati è vergognoso – dice Simona Bonafè, segretaria toscana – Mi auguro che i Cinquestelle accelerino il processo di mutazione iniziato. Mancano appena sei mesi alle Comunali». —
Mario Neri
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