Gazzetta di Reggio

Reggio

toano 

«Sp 486 pericolosa La Regione investa i dieci milioni promessi anni fa»

Adr.Ar.
«Sp 486 pericolosa La Regione investa i dieci milioni promessi anni fa»

Delmonte e Catellani del gruppo leghista in Regione attaccano sui mancati lavori tra Cerredolo e Ponte Dolo

2 MINUTI DI LETTURA





TOANO. «Dove sono finiti i dieci milioni di euro promessi per la strada fra Cerredolo e Ponte Dolo?». La domanda, che torna a portare l’attenzione su una porzione particolarmente pericolosa della provinciale 486 che dal comprensorio ceramico risale lungo il Secchia sino all’Appennino reggiano e modenese, arriva dai consiglieri regionali reggiani della Lega Gabriele Delmonte e Maura Catellani, assieme al collega modenese Stefano Bargi.

La strada provinciale 486 è l’erede della ex statale omonima, divisa come competenze fra le Province di Modena e Reggio, ed è la principale via di collegamento fra un’ampia fetta di montagna e la bassa vallata del Secchia. Dopo i viadotti che dal Muraglione portano sino a Ponte Secchia e al bivio per Gatta e Castelnovo Monti, la strada passa per Cerredolo e rimane nel territorio reggiano sino a Ponte Dolo, piccola località che è caratterizzata da un passaggio sul torrente Dolo.

Dopo il ponte, si prosegue verso Montefiorino nella sponda modenese. Il tratto di cui parlano i leghisti è caratterizzato da una carreggiata piuttosto stretta e da tantissime curve anche molto strette, in cui due veicoli pesanti faticano a passare agevolmente in contemporanea, e in passato è diventata lo scenario di numerosi incidenti. Questa porzione della 486 è utilizzata dagli abitanti locali ma soprattutto dal versante modenese, rappresenta per molti paesi la soluzione più scorrevole per scendere verso il comprensorio ceramico e le sue tante realtà lavorative. Una sistemazione di vari punti garantirebbe maggior scorrevolezza e sicurezza. In quest’ottica, nel 2019 la Regione aveva annunciato un contributo da dieci milioni di euro a oggi ancora non formalizzato. Ed è su questo punto che vanno all’attacco Delmonte e Catellani. «Nel maggio 2019 il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante il suo incontro a Montefiorino, a conclusione di una giornata trascorsa nell’Appennino, si era chiaramente impegnato a mettere in campo le risorse necessarie all’allargamento della strada – affermano –. Lo stesso Bonaccini ha garantito un intervento iniziale di 10 milioni di euro. Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati». I consiglieri leghisti chiedono chiarimenti al riguardo. Il nodo è quello originario: il finanziamento senza cui le Province non possono passare alla fase operativa e quindi ai lavori. Si parla di una cifra importante per un’opera complessa, che come altri interventi, si è trovata a pagare le conseguenze del periodo pandemico, segnato dalla revisione forzata di parecchie voci di spesa e al posticipo di diversi progetti. A oggi, tramite due accordi di programma siglati nel 2019 e nel 2020, la Regione ha finanziato alla Provincia di Reggio delle indagini geologiche, degli studi e una progettazione di fattibilità tecnico-economica, redatta alcuni mesi fa. —

Adr.Ar.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google