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Spara al rivale e picchia la moglie Poi fugge in auto con il figlio minore

Leonardo Grilli
Spara al rivale e picchia la moglie Poi fugge in auto con il figlio minore

Tragedia sfiorata al bar Cristal, catturato dopo sei ore il 35enne autore dell’aggressione. Il 17enne era ancora con lui

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Leonardo Grilli

novellara. È entrato nel bar alle porte del centro storico armato di pistola. E quando ha visto la moglie in compagnia di un altro uomo, al culmine di una litigata con i due, ha estratto l’arma sparando diversi colpi contro il rivale. Poi ha raggiunto la donna, accanendosi anche contro di lei e picchiandola in volto.

Quindi le urla, le accuse farneticanti e la fuga in auto in compagnia di un ragazzino di 17 anni, il figlio della coppia. Fuga che è durata sei ore e si è conclusa con la cattura dell’uomo proprio mentre stava tornando a Novellara. Questa la dinamica della sparatoria che ieri pomeriggio ha scosso Novellara e tutta la comunità reggiana.

La lite

Teatro dell’aggressione un bar nelle immediate vicinanze del centro storico novellarese: il bar Cristal, collocato a metà di via Lello Orsi, una piccola strada prevalentemente residenziale del paese fatta di antiche case storiche e piccoli negozi di vicinato. Un’attività, quella del Cristal, che negli ultimi anni ha vissuto diversi cambi di proprietà e che attualmente era gestita da una 36enne e da suo marito, 35enne, residenti a Rio Saliceto. E secondo gli inquirenti è proprio lui, che sui social fino a poco tempo fa pubblicava foto di cornetti invitando a ordinarli da asporto dal bar novellarese, l’autore della sparatoria. Tutto è nato quando l’uomo, pochi minuti dopo le 14.15, ha fatto il suo ingresso dentro al locale.

Qui ha trovato la moglie in compagnia di un altro uomo, un albanese suo coetaneo, già coinvolto in una gestione precedente del Cristal. Fra i tre è presto scoppiata una lite, il cui movente è ancora oggetto di approfondimenti investigativi. Ma quel che è certo è il seguito.

la sparatoria

Il terzetto ha iniziato una discussione che si è protratta fra gli ambienti interni del bar e la distesa, dove sono più evidenti le tracce dell’aggressione e della sparatoria.

I tavolini sono ribaltati, le sedie capovolte, le macchie di sangue bagnano gli arredi e il pavimento esterno del bar. A poca distanza fra loro i bossoli e due proiettili. Tutti segni della rabbia cieca che ha colto il marito della barista. L’uomo ha infatti estratto la pistola, probabilmente nel mezzo di una colluttazione, sparando diversi colpi.

Almeno due i proiettili sparati, secondo i bossoli trovati sul posto dai carabinieri di Novellara. Forse quattro, stando ai botti sentiti «distintamente» da alcuni residenti del quartiere. A raggiungere alla gamba l’albanese almeno un proiettile, che ha procurato al 36enne una ferita che ha iniziato subito a sanguinare copiosamente. Una tragedia sfiorata: se il colpo avesse raggiunto un’arteria, all’avventore del bar sarebbero rimasti pochi minuti di vita prima di morire dissanguato.

Invece il 36enne è riuscito ad allontanarsi di qualche metro, per poi accasciarsi a terra stringendosi la gamba con le mani in attesa dei soccorsi. Soccorsi che, avvisati da diversi passanti e residenti, sono arrivati in pochi istanti.

ricerche e cattura

In prima battuta i carabinieri, compreso il comandante della stazione di Novellara, Pasqualino Lufrano. Quindi le ambulanze e l’auto medica inviate dal 118, che hanno trasportato barista e avventore al Santa Maria Nuova. Nel frattempo i militari dell’Arma hanno avviato un’estesa e frenetica ricerca del 35enne, fuggito a bordo di un Nissan Qashqai di colore scuro: a preoccupare il fatto che fosse armato e, soprattutto, in compagnia del figlio adolescente.

La caccia all’uomo è stata estesa anche ai territori limitrofi a quello reggiano, controllando telecamere e varchi di accesso. A essere coinvolte tutte le pattuglie in forza al comando provinciale, supportate dai militari di Modena, Mantova e Forlì e dagli agenti di questura e Polstrada. Un’attività che ha dato i suoi frutti sei ora dopo la sparatoria, quando i carabinieri di Guastalla hanno intercettato e arrestato l’uomo mentre stava tornando a Novellara. Con lui il figlio, che sta bene. —

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