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Studio dentistico In tre rinviati a giudizio per attività abusiva

Tiziano Soresina
Studio dentistico In tre rinviati a giudizio per attività abusiva

Nei guai il medico, l’odontotecnico e l’assistente alla poltrona Per la Procura impronte dentali e protesi senza l’abilitazione 

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA. Sarà un processo a dire se fra l’ottobre 2018 e l’aprile 2019 venne o meno svolta abusivamente la professione di odontoiatra in uno studio dentistico della città.

Ieri, infatti, il gup Dario De Luca ha rinviato a giudizio le tre persone accusate dalla pm Isabella Chiesi che ha coordinato l’indagine: si tratta di un medico 62enne, un odontotecnico 46enne e un’assistente alla poltrona di 61 anni.

L’inchiesta è partita incidentalmente per un’altra vicenda – sempre in ambito dentistico – che poi ha preso una strada giudiziaria diversa, mentre gli accertamenti della pm Chiesi si sono concentrati su quei sei mesi nello studio reggiano. Secondo la ricostruzione fatta dal magistrato, l’odontoiatra e l’assistente alla poltrona avrebbero rilevato le impronte dentali a tre pazienti, mentre il solo odontotecnico avrebbe impiantato ad uno di quei pazienti protesi provvisorie e definitive. Trattamenti che sarebbero avvenuti senza la speciale abilitazione richiesta dallo Stato. E sempre per la pm Chiesi il medico avrebbe consentito quelle pratiche abusive, dirigendo quelle specifiche attività. Durante le indagini sono state sentite diverse persone frequentanti lo studio dentistico e nei tre casi citati sarebbe emersa l’attività illecita.

Breve l’udienza preliminare tenutasi ieri mattina davanti al gup De Luca. Il magistrato inquirente ha chiesto il rinvio a giudizio. Le difese – che non hanno optato per un rito alternativo – si sono opposte, chiedendo il non luogo a procedere. Un proscioglimento negato dal gup che ha rinviato a giudizio i tre imputati (dal prossimo 18 novembre saranno processati dal giudice Giovanni Ghini). L’Ordine dei medici si è costituito parte civile tramite l’avvocatessa Enrica Chierici. Alla fine dell’udienza preliminare – tenutasi a porte chiuse – l’avvocato Mattia Fontanesi (difende l’odontoiatra) non intende fare dichiarazioni. Parla, invece, davanti ai taccuini l’avvocato Claudio Bassi. «Difendo l’assistente alla poltrona – dice – ed essendo dipendente dello studio dentistico, faceva solo quello che le veniva detto di compiere. Non ha responsabilità. Ed il medico era sempre presente».

Replica anche l’avvocato Andrea Mazzacani che tutela il medico: «Compiute solo attività ausiliarie legittime, non è stato svolto in quello studio nessun esercizio abusivo della professione». —

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