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La Prima commissione dice no alla docenza di Morlini in Università

La Prima commissione dice no alla docenza di Morlini in Università

Bocciata la richiesta del giudice per un mese come prof «Fatti gravi, sono pendenti due procedimenti disciplinari» 

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reggio emilia. I due procedimenti disciplinari che pendono sul giudice reggiano Gianluigi Morlini gli hanno sbarrato la strada anche per l’incarico di poco più di un mese all’Università di Parma (10 ore a partire dal 30 aprile, 650 euro di compenso) come docente di diritto civile nella scuola di specializzazione per le professioni legali. Il “no” a questa salita in cattedra di Morlini nel master post-laurea è stato deciso dalla Prima Commissione del Csm, portando la discussione nel Plenum di ieri. Si fa riferimento – nella delibera che non ha autorizzato la docenza – alla circolare numero 22581 del 9 dicembre 2015: “Per i magistrati nei cui confronti è pendente procedimento penale – si legge nella circolare – a seguito di iscrizione nominativa nel registro degli indagati, oppure hanno in corso procedimenti disciplinari nell’ambito dei quali sia stata avanzata richiesta di fissazione dell’udienza di discussione orale, ovvero è stato disposto, con l’invio della relativa comunicazione all’interessato, l’inizio della procedura di trasferimento d’ufficio nel caso previsto dalla seconda parte del primo capoverso dell’art. 2 R.D. Lgs. 31 maggio 1946 n. 511, il Csm provvede negativamente sull’istanza di autorizzazione o sulla designazione quando la pendenza di detti procedimenti, per la gravità del fatto o per la relazione tra il fatto e la natura dell’incarico, pregiudica per ciò solo la credibilità del magistrato o il prestigio dell’ordine giudiziario”.

Dal luglio 2020 il giudice civile – difeso dal professor Vittorio Manes – è davanti alla sezione disciplinare del Csm per la vicenda della riunione notturna all’hotel Champagne di Roma del 9 maggio del 2019, in cui si incontrarono 5 consiglieri del Csm poi dimessisi, fra cui la toga reggiana (al tempo presidente della Quinta Commissione competente sulle nomine), i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri, e Luca Palamara. Un procedimento che fatica a decollare e vede in atto una battaglia legale sull’utilizzo delle intercettazioni captate dal trojan dal cellulare di Luca Palamara.

All’inizio dell’anno nei confronti del magistrato reggiano è scattata un’altra iniziativa disciplinare davanti al Csm. Questo secondo procedimento comincerà a metà maggio e sarebbe focalizzato sulle chat legate al caso di Palamara in cui Morlini appare come interlocutore del magistrato ora radiato. Due toghe al tempo molto attive nell’ambito della corrente Unicost. Interpellato ieri dalla Gazzetta sulla decisione della Prima Commissione, Morlini ha preferito non commentare. —

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