Piazza San Prospero, due scheletri spuntano dallo scavo del cantiere
Il ritrovamento dei resti medievali è stato effettuato ieri. Sono stati rimossi e verranno analizzati
REGGIO EMILIA. Li hanno trovati vicini, con il volto rivolto verso oriente, sepolti sotto un metro ottanta di terra che sedimentando ne ha compresso le ossa, rendendo difficile l’individuazione del sesso. A un primo sguardo degli esperti presenti in piazza San Prospero, sono però sembrati i resti di una donna e di un bambino. Ma non vi è certezza alcuna su quegli scheletri il cui ritrovamento ha caratterizzato la giornata di lavoro ieri al cantiere avviato nella piazza del centro storico che vedrà sostituire i sottoservizi di proprietà di Iren, per poi essere rattoppata in attesa che in una fase successiva venga rifatta anche la pavimentazione.
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Un cantiere considerato necessario dall’amministrazione, segnato anche da polemiche da parte dei gestori dei locali per l’ingombro alla vigilia delle riaperture, e ora ammantato da un mistero storico, che è ora alla ricerca di una risoluzione. A scandire la verità sarà la Sovrintendenza con apposite analisi, ma ieri, alla presenza dell’archeologa del cantiere, la scoperta è stata accolta come un imprevisto. Secondo una prima datazione, i volti rivolti a Oriente rappresentano una sepoltura cristiana medievale, con lo sguardo che punta all’aurora e quindi alla resurrezione. Anche la profondità alla quale sono stati trovati i due scheletri suggerisce che si tratti di sepolture datate a cavallo dell’anno mille, essendo quelle romaniche solitamente a una profondità di tre metri.
Il ritrovamento è stato fatto nello scavo sul lato est della piazza, quelle situato verso il portale dell’attuale basilica. Molto probabilmente si tratta quindi di due sepolture all’esterno della chiesta medievale di San Prospero che poi fu abbattuta. L’attuale basilica, eretta al suo posto, aveva poi accolto le spoglie del santo che prima erano custodite nella chiesa di San Prospero Strinati, che ora non c’è più.
La difficoltà nell’identificazione dei sessi è determinata dallo schiacciamento dei bacini, dai quali solitamente si desume il genere. Parliamo infatti di sepolture effettuate circa mille anni fa, che non erano state rilevate durante le ispezioni già effettuate nei giorni scorsi con i georadar, che permettono di individuare più che altro strutture architettoniche. Non è detto quindi che si tratti dell’unico ritrovamento che sarà effettuato durante il cantiere. Dopo questa fase preliminare entrerà infatti nel vivo, con consegna prevista a metà giugno. I rilievi archeologici sono iniziati già da qualche giorno. Un intervento atteso da anni in centro storico anche se giudicato intempestivo dagli esercenti che proprio ora, dopo settimane di chiusura, contavano dal prossimo 26 aprile sulle distese esterne per risollevare le loro attività.
La Soprintendenza aveva già effettuato i primi carotaggi, fase preliminare dei lavori per sostituire i sottoservizi tramite un cantiere mobile che dovrà ridurre il più possibile il disagio a negozi e locali della piazza. Il rifacimento della pavimentazione vera e propria con ogni probabilità inizierà invece non prima di gennaio 2022.
Il direttore del cantiere di Ireti, un dirigente del Settore Commercio e uno del settore Lavori Pubblici hanno già incontrato i commercianti per raccogliere i loro pareri, spiegate il profilo e lo sviluppo del cantiere e il posizionamento delle distese, con tanto di disegno del cronoprogramma, che non dovrebbe subire ritardi nonostante il ritrovamento degli scheletri, rimossi in giornata per essere analizzati.
A traslocare è stato il mercato che per tutta la durata del cantiere è stato spostato in piazza Martiri del 7 luglio. La speranza dei commercianti è che non ci siano ulteriori intoppi. Gli scavi sono però in un quadrante tra i più antichi della città e al momento non si possono escludere eventuali nuove sorprese affioranti dal sottosuolo. —
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