Gazzetta di Reggio

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Dopo la lettera

«Sono disponibile ad incontrare lavoratori e Rsu online o dal vivo»

Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura e destinatario della lettera dei rappresentanti sindacali «Non ho alcun problema»

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REGGIO EMILIA. «I lavoratori Ferrarini vogliono incontrarmi? Compatibilmente con gli impegni non ho nessun problema a riceverli, online o dal vivo». Così il parlamentare M5s, Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura, risponde alla lettera diffusa qualche giorno fa delle Rsu della Ferrarini – eccetto la Cgil – che hanno paventato una riduzione occupazionale presente nella proposta di Gruppo Bonterre. Una prospettiva smentita subito dalla cordata, attraverso una nota in cui è stato rilanciato anche il fatto che il Comune ha già accolto il progetto di ampliamento dello stabilimento di via Due Canali «presentato come parte essenziale del rilancio di Ferrarini, che permetterà di far fronte all’inevitabile chiusura dello stabilimento di Rivaltella, inadeguato e oggetto tra l’altro di recente di esecuzione forzata da parte di diversi creditori della proprietà». All’appello delle Rsu, in ogni caso, Gallinella intende rispondere, «compatibilmente con i tempi tecnici necessari per organizzare l’incontro». Sul caso Ferrarini, Gallinella ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Economia e dell’Agricoltura, chiedendo chiarimenti sul coinvolgimento di Amco e ricordando che «da giugno 2019 a dicembre 2019, Intesa Sanpaolo e la società a totale partecipazione pubblica Amco SpA (100 per cento capitale detenuto dal Mef) hanno richiesto, come creditrici con una quota del passivo superiore al 10 per cento, di accedere ai documenti della procedura e della società, al fine di depositare una proposta concorrente ex articolo 163.4 legge fallimentare. Tali richieste hanno incontrato continui ostacoli». È l’inizio della sfida fra cordate. E della battaglia sul ruolo di Amco, «che nel frattempo – scrive sempre Gallinella – non solo è divenuta consocia col 20 per cento del Gruppo Pini, ma finanzierà la società controllata da Gruppo Pini, in caso di acquisizione della Ferrarini in sede concordataria, con 12 milioni di euro». Una sfida di fatto azzerata dalla Corte d'Appello di Bologna, «pronunciandosi sull’impugnativa presentata da Intesa Sanpaolo e Unicredit», innescando «il venir meno degli effetti di tutti gli atti e le proposte sin qui depositate, compresa la proposta del Gruppo Pini e Amco che dovrà essere ripresentata presso il Tribunale Fallimentare di Bologna». Di qui la richiesta se i ministri siano «a conoscenza della vicenda, con un’ulteriore richiesta a verificare i fatti «per evitare ripercussioni per il settore dell’industria alimentare italiana». —

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