Un campo sportivo in erba sintetica e nuove aree verdi per la ripartenza
Il Gs Arsenal annuncia l’avvio dei lavori vicino alla chiesa: «Vogliamo dare un segnale di speranza alla comunità»
CADELBOSCO SOPRA. Un segnale di speranza per tanti ragazzi e le loro famiglie, dopo mesi trascorsi al chiuso e con sporadiche aperture alle attività e a intermittenza a causa della pandemia. Lo danno la società sportiva dilettantistica Gs Arsenal e tanti privati, tra cui le famiglie dei ragazzi, e aziende, che stanno sostenendo il progetto. Ma qualsiasi altro contributo è ben accetto.
«Dopo tanta attesa, è partita la ristrutturazione del campo parrocchiale San Celestino». L’annuncio sulla pagina Facebook del Gs Arsenal e la comparsa del trattore e dei primi segni di cantierizzazione nel campo all’ombra del campanile è di qualche giorno fa.
Ora, dopo il cattivo tempo dei giorni scorsi – una briciola di attesa in confronto ai mesi di ritardo per un progetto nato ormai già da oltre un anno e che, come tutto, ha dovuto subire il contraccolpo della pandemia – i lavori fervono.
Si tratta di un intervento che darà nuova linfa non solo alle attività sportive, che si spera possano ripartire presto senza più interruzioni, ma anche a tutte le altre iniziative – che sono numerose e tanto utili alla comunità a partire dal doposcuola – gestite dalla società (che si è data forma cooperativa dal 2015), presieduta da Paolo Fantini, che riunisce 25 soci e conta 230 tesserati (numeri del 2020).
«Un ringraziamento alla parrocchia e al circolo Anspi, gestore dell’oratorio “monsignor Pietro Braglia”, per il percorso di progettazione condiviso che ha portato al via del cantiere – dicono anche dalla società –. E un ringraziamento anticipato anche a quanti volessero sostenere il progetto con un’offerta del tutto libera e volontaria».
IL PROGETTO
Nell’area dell’attuale campo sportivo verrà realizzato, spiegano dal Gs Arsenal, un campo da calcio a 7 in erba sintetica di ultima generazione. Sarà mantenuto un campo da allenamento in erba naturale da calcio a cinque. Entro l’anno verrà poi “inerbita” anche l’area adiacente agli spogliatoi sul retro dell’oratorio, offrendo così un ulteriore spazio disponibile.
«L’inaugurazione del campo sportivo sarà per la prima settimana di giugno, pronti per il campo giochi estivo. Ovviamente il campo sportivo sarà usato sia dalle nostre squadre, sia dai ragazzi del doposcuola», precisano dalla società sportiva, una realtà storica del paese, fondata nel 1970, e che ha sotto le proprie ali numerose squadre di calcio giovanile e calcetto inscritte, anche con ottimi risultati, ai campionati Csi provinciali. Basti pensare al primo posto nell’Open serie A con una delle tre storiche squadre femminili a 5. Ma anche di pallavolo con una formazione under 16 e una under 14.
LA SCELTA
«Vogliamo dare un forte segnale di speranza rispetto al periodo buio che stiamo attraversando – spiega Fantini – e una risposta alla crescente esigenza di rendere disponibile ai nostri ragazzi e alle loro famiglie una struttura in grado di garantire le migliori condizioni per le nostre attività».
Sui costi dell’intervento non si sbilancia. «La cifra è impegnativa – dice – Ma la vera notizia è un’altra. A Cadelbosco decine di famiglie e aziende hanno di tasca loro tirato fuori migliaia di euro. Per un segno di speranza (e ripartenza) sociale, educativa e relazionale dei giovani e dei ragazzi che sono stata l’altra grande categoria penalizzata dal Covid. Prima avevamo raccolto delle “promesse di versamento” per capire se saremmo giunti alla cifra minima richiesta dalla banca, il Banco Bpm di Villa Sesso. Nonostante il Covid queste promesse sono state rinnovate. Grazie a questo sforzo da parte di una comunità viva, è stato possibile avventurarsi in un finanziamento che andrà ripagato in un futuro comunque pieno di incognite, senza gravare sulla casse della parrocchia che ha solo concesso il diritto di superficie per 12 anni. Spendere (e raccogliere con le offerte e gli sponsor) tanti soldi è stata una decisione molto sofferta, visto il bisogno economico che hanno e che avranno tante famiglie a causa del Covid. Non l’abbiamo presa a cuor leggero. Ma abbiamo deciso di procedere ugualmente con i lavori, ritenendo che anche il bisogno relazionale e sociale dei giovani e dei ragazzi sia altrettanto urgente e importante per il futuro».
Una particolare “menzione” va anche al parroco don Gianni Repetti: «Ci ha appoggiato e si è prodigato sin da subito per l’iniziativa. Senza la sua sensibilità a riguardo, sarebbe stato difficile realizzare questa unità di intenti». —
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