Botte al derby, i granata costretti a ripartire dalla prima udienza
REGGIO EMILIA. Dopo la “pioggia” di pene inflitte tramite patteggiamento a otto tifosi granata, il procedimento per le botte al derby calcistico Parma-Reggiana del 7 maggio 2017 subisce una battuta d’arresto. Uno degli avvocati, infatti, ha sollevato ieri a Parma un’eccezione di incompetenza del tribunale monocratico in quanto l’aggravante contestata ad alcuni imputati prevede il ricorso al tribunale collegiale. Questione accolta dal giudice, che ha rinviato gli atti al sostituto procuratore per meglio qualificare la richiesta di rinvio a giudizio, facendo tornare il procedimento in essere davanti al giudice per l’udienza preliminare. Quindi, per i capi d’accusa di resistenza avvenuta alla stazione e le zuffe dentro allo stadio c’è un’improvvisa retromarcia con ritorno davanti al gup. Tra gli avvocati c’è Annalisa Bassi, difensore di diversi tifosi granata, che ieri ha ripresentato la richiesta per un patteggiamento, precedentemente respinta a differenza degli altri 8, che sono stati accolti e non verranno quindi toccati. Un altro tifoso reggiano ha chiesto sempre ieri il rito abbreviato, mentre altri tre dovevano appunto andare a dibattimento, salvo l’eccezione sollevata dall’avvocato sull’aggravante che prevede infatti pene da 3 a 12 anni, sulle quali deve decidere il collegio. Il processo è per la sfida di ritorno di Lega Pro (stagione 2016/2017) quando la tifoseria granata aveva creato non problemi di ordine pubblico, come ricostruito dalle forze dell’ordine ducali. In 23 sono stati citati a giudizio e i supporter della Regia risultano accusati, a vario titolo, di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento, porto di oggetti contundenti, travisamento e lancio di fumogeni. —
E.L.T.
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