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Dopo gli spari al bar Cristal Russo resta in carcere ma cade la premeditazione

Dopo gli spari al bar Cristal Russo resta in carcere ma cade la premeditazione

Il gip lo tiene in cella «per la gravità del fatto il forte stress e la possibilità che compia se non controllato atti di autolesionismo» 

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NOVELLARA. Resta in carcere, Ferdinando Russo, per il quale, però, decade l’aggravante della premeditazione.

Si è svolta ieri, l’udienza di convalida per il 36enne, residente a Rio Saliceto, che martedì scorso è stato arrestato al termine di una fuga durata sei ore tra la bassa reggiana e quella mantovana, dopo avere sparato alle gambe di un cliente del bar Cristal di Novellara e avere sferrato un pugno alla barista, sua moglie.

Il giudice delle indagini preliminari, Luca Ramponi, ha motivato la sua decisione in particolare «per la gravità del fatto, il forte stress e la possibilità di compiere atti di autolesionismo se non controllato». Confermata, dunque, per l’uomo la restrizione in carcere a Modena, dove è stato condotto subito dopo l’arresto a causa del perdurare di un focolaio di Covid alla Pulce di Reggio Emilia.

Russo è difeso dall’avvocato Luca Lugari del foro di Modena che per lui aveva chiesto i domiciliari. Deve rispondere di tentato omicidio.

È stato lui a consegnarsi alla forze dell’ordine grazie all’intervento del comandante della stazione dei carabinieri di Campagnola, Angelo Saviano. Mentre carabinieri, polizia e Stradale setacciavano chilometri e chilometri di strade, infatti, il maresciallo maggiore Saviano, grazie alla conoscenza del territorio e ai rapporti umani allacciati nel corso degli anni, messosi in contatto telefonico con Russo, lo ha convinto a tornare indietro e a farsi catturare.

A pesare sulla posizione dell’uomo è anche il suo passato e i problemi avuti con la legge. Il più clamoroso nel 2007 quando, con una Punto, per sfuggire a un posto di blocco, trascinò per una cinquantina di metri l’allora comandante della stazione di Campagnola, Pasqualino Lufrano. Lo stesso carabiniere, oggi comandante a Novellara, che martedì è stato fra i primi a intervenire al Cristal.

Russo era entrato al bar armato di pistola.

Alla vista della moglie in compagnia di un altro uomo ha estratto l’arma sparando diversi colpi contro il rivale. Poi ha raggiunto la donna, accanendosi anche contro di lei e picchiandola in volto. Quindi le urla, le accuse farneticanti e la fuga in auto in compagnia del figlio minorenne. Fuga che è durata sei ore e si è conclusa con la cattura. —

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