Gazzetta di Reggio

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Val D’enza, POLIZIA LOCALE 

La toga ha già giudicato il teste Stop al processo di Montanari

E.L.T.
La toga ha già giudicato il teste Stop al processo di Montanari

La giudice Semprini ha fatto parte del collegio  del processo di Tito Fabbiani, testimone nel procedimento sulla consigliera dell’Unione

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Val D’Enza. La giudice si è dichiarata incompatibile e il processo si è insabbiato. È questa la conclusione, al momento, del procedimento penale che ieri in tribunale a Reggio ha visto alla sbarra Elena Montanari, consigliere comunale a Montecchio nella lista di destra “Viviamo Montecchio”, nonché consigliere comunale dell’Unione Val d’Enza. Montanari, avvocato molto conosciuto per il suo impegno politico di lunga data (è nelle file dell’opposizione dal 2009), ha partecipato ieri alla seconda udienza del processo scaturito dai reati ipotizzati di omessa denuncia di reato e rivelazione e usurpazione di segreti d’ufficio. Montanari è finita nei guai perché, nel luglio 2017, mentre era consigliere comunale, ha ricevuto un «documento dattiloscritto anonimo» firmato genericamente «gli agenti della polizia municipale dell’Unione Val d’Enza» in cui Tito Fabbiani e la compagna e collega Annalisa Pallai venivano additati come «autori di comportamenti e fatti specifici con profili di illecito penale procedibili d’ufficio». Secondo la Procura, Elena Montanari, anziché consegnare quella lettera all’autorità giudiziaria come avrebbe imposto il suo ruolo di pubblico ufficiale, «rivelò a Fabbiani il contenuto del documento», commettendo un doppio illecito: non ha avvisato le autorità e, anzi, ha avvantaggiato il diretto interessato, sebbene la consigliera si sia poi rivolta alla Procura.

Ipotesi accusatoria respinta con forza da Montanari e dal suo difensore Liborio Cataliotti, che nel frattempo dovranno attendere la nomina di un nuovo giudice, essendo il giudice Silvia Semprini incompatibili, per sua stessa ammissione, perché già parte del collegio che ha deciso un passaggio del processo proprio contro Fabbiani, teste al processo Montanari. Per la difesa della consigliera, l’imputata si è effettivamente rivolta a un’autorità consegnando la lettera alla municipale della Val D’Enza, dove la comandante era Cristina Caggiati. Nodi che dovranno ora attendere più del previsto per poter essere sciolti da un altro giudice. —

E.L.T.

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