Medaglia d’oro da Mattarella alla partigiana “Mimma” Del Rio
Aderì alla Resistenza come staffetta, è scomparsa nel 2008 Il presidente: «Mirabile esempio di coraggio e impegno»
BIBBIANO. Una medaglia d’oro per la partigiana Mimma. Domenica 25 aprile, in occasione del 76esimo anniversario della Liberazione, il prefetto di Reggio Emilia consegnerà ai parenti di Francesca Del Rio, la partigiana bibbianese “Mimma”, la medaglia d’oro al valore conferita con decreto del presidente della Repubblica. È l’ultimo atto, quello che sancisce il riconoscimento più alto, di un percorso partito dalla Val d’Enza in cui Francesca, scomparsa nel 2008, era nata.
La prima promotrice è un’altra resistente originaria di Bibbiano, Teresa Vergalli, vitalissima 94enne da decenni residente a Roma, figura di riferimento per la didattica e l’impegno sociale a livello nazionale. Vergalli ha presentato la richiesta per la medaglia d’oro in compagnia della ricercatrice Raffaella Cortese De Bosis, dai Comuni e dalle sezioni Anpi di Bibbiano, San Polo e Canossa. La domanda è stata accettata, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha accettata ricordando nelle motivazioni le durissime sofferenze patite all’epoca dalla Del Rio, che a causa dei pestaggi fascisti ebbe un aborto. “Mimma” era una delle staffette partigiane della 144esima Brigata Garibaldi attiva in val d’Enza. Catturata, venne inviata alla caserma di Ciano, sede di una famigerata squadra di torturatori. Dopo violenze e sevizie, riuscì a scappare e a riunirsi alle squadre resistenti calandosi con una corda di fortuna da una finestrella sopra ad una latrina.
Le conseguenze furono pesantissime. La ragazza era incinta, dovette partorire in condizioni difficili, peggiorate dai maltrattamenti subiti, e perse il bimbo. Divenne poi celebre come “la partigiana a cavallo”, per essersi presentata in sella a un cavallo assieme ai partigiani che all’inizio dell’aprile 1945 scesero sino al paese di San Polo. Del Rio non ha mai parlato pubblicamente dei suoi patimenti, solo gli sforzi dell’amica Teresa e di altri abitanti della zona hanno permesso di ricostruire i dettagli, poi raccolti in un documentario. Bibbiano ha poi onorato una delle sue cittadine più coraggiose, nel marzo 2019 una delle aree centrali del paese le è stata intitolata. Una storia straziante, richiamata dal presidente Mattarella: «Giovane donna, aderì alla Resistenza impegnandosi come staffetta, per acquisire informazioni sugli spostamenti delle truppe tedesche. A seguito di delazione venne catturata da un gruppo di militari tedeschi e portata in carcere, dove sopportò indicibili sevizie, torture e mutilazioni, senza mai rivelare i nomi dei suoi compagni. Riuscì a fuggire dalla prigionia e nonostante i patimenti subiti, pur essendo in avanzato stato di gravidanza, continuò a operare nella Resistenza. Mirabile esempio di eccezionale coraggio e di straordinario impegno per i valori della libertà e della democrazia». —
Adriano Arati
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