Contagi in calo ma terapie intensive piene «L’incognita varianti incombe sull’estate»
Mazzi, direttore dell’ospedale: «Ciò che è avvenuto in Brasile non rassicura». Impennata di non Covid in pronto soccorso
Nicole Nasi
reggio emilia. Nonostante la primavera sembri tardare, il caldo a breve potrebbe arrivare e con sé anche la speranza che, come è accaduto lo scorso anno, il virus possa subire una significativa battuta d’arresto. Al contrario della prima ondata, però, con queste ultime due sono comparse anche le cosiddette varianti, più potenti e di più facile trasmissione: «Mi auguro che possa ripresentarsi la stessa situazione dell’estate 2020 — dichiara Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero reggiano, facendo il punto settimanale sull’emergenza in provincia — Il mio timore è dettato dal fatto che non ci sia più solo una forma di Coronavirus. Se si pensa al clima perennemente caldo del Brasile e come sta continuando ad agire il Covid, sicuro non è rassicurante. Al momento non si è registrato nessun caso di variante brasiliana sul nostro territorio, ma non è escluso il fatto che possa comparire e perciò resistere alle alte temperature estive. In questo istante fare previsioni è azzardato, l’unica cosa certa è che sarà difficile che si registri l’azzeramento dei ricoveri nelle terapie intensive Covid a inizio del prossimo mese, come era invece accaduto lo scorso anno».
Rispetto a qualche giorno fa la situazione è rimasta pressoché stabile facendo registrare 180 nuovi casi ogni 100mila abitanti, mentre sono aumentate le casistiche per altre patologie. «Ci aspettavamo la conferma della discesa — continua Mazzi — Siamo ancora lontani dai risultati che avevamo ottenuto l’anno scorso dopo il lockdown totale. Grazie ai vaccini il ricovero a causa del virus delle persone anziane si è ridotto notevolmente, anche se casi che arrivano in ospedale sono persone più giovani e gravi. La media giornaliera degli accessi in pronto soccorso per tutte le patologie ha subito un’impennata, da 300 a 341, restano stabili quelli dei pazienti Covid a 30-32 al giorno. I posti letto dedicati a coloro che hanno contratto il virus sono scesi da 319 a 294 in una sola settimana, riduzione necessaria per sopperire alle altre domande nonostante la pressione sull’ospedale. La media dei ricoveri è ora a 190 con occupazione media del 65% per quanto riguarda i reparti ordinari, resta intorno al 90% quella delle terapie intensive che ad oggi contano 26 pazienti già allettati e 6 in valutazione su 37 letti messi a disposizione; rimangono 2 posti invece per lo stesso reparto ma Covid free».
«La fotografia della settimana è bene o male uguale a quella della precedente — aggiunge Cristina Marchesi, direttore generale Ausl, a — Rimaniamo mediamente sui 150 casi al giorno. Non sono pochi e ciò vuol dire che siamo lontani da una fase di uscita. Fortunatamente con il tracciamento abbiamo notato che molti nuovi casi sono all’interno di focolai e che i pazienti asintomatici sono tornati ad essere maggiori rispetto a coloro che presentano sintomi». Marchesi specifica che la situazione nel carcere reggiano persiste e che si tratterà di un processo lungo ma sotto controllo e che sono già 50 le classi in quarantena a fronte di anche solo un alunno positivo. —
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