«Stop al presidio Goldoni È stata la nostra Resistenza»
Ieri la grande festa dopo duecento giorni di protesta davanti alla fabbrica Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: «Una vertenza di popolo»
Serena Arbizzi
RIO SALICETO. «Una volta la resistenza la si faceva in montagna, oggi davanti alle fabbriche». Ha la voce rotta dall’emozione Emanuele “Meme” Sologni, operaio e rsu, mentre, con indosso la tuta verde, ricorda i 200 giorni più intensi della vertenza Goldoni: quelli davanti allo stabilimento per salvare l’impresa.
Una missione impossibile diventata reale, grazie alla tenacia dei lavoratori, che ieri è stata celebrata lì, dove è nata la “resistenza”, con un parterre di ospiti prestigioso. Tra il pubblico anche la sagoma di Patrick Zaki per ricordare che lo sguardo dei lavoratori va ben oltre l’azienda. Tra i momenti clou gli interventi di Francesca Re David, segretaria Fiom generale, che ha preceduto quello di Maurizio Landini, guida nazionale del sindacato: «La battaglia che avete fatto è inestimabile. Avete mostrato il valore vero di essere un sindacato. Difendere come avete fatto voi il vostro posto di lavoro vuol dire dare una speranza».
Landini ha poi tributato un saluto particolare al sindacalista Angelo Dalle Ave: «Non appena la pandemia lo permetterà lo abbraccerò. Ha deciso non di andare in pensione, ma di battersi». «Ci siamo trovati pieni col caldo, le zanzare il freddo o la neve – ha poi proseguito “Meme” – Un uragano, per Natale, ha abbattuto il presidio, ma lo abbiamo tirato su. I cinesi l’hanno capita: da noi la fame va e viene, ma la dignità una volta persa non torna più. Voglio dedicare un pensiero ai 69 compagni che sono fuori, spero che riusciremo a riprenderli o a trovare loro un altro posto di lavoro». Toccanti i momenti in cui, prima di suonare l’immancabile violino sulle note di “Bella ciao”, ad Angelo Dalle Ave è stato consegnato un mazzo di fiori, così come il ricordo delle tappe drammatiche della vertenza snocciolate con emozione dalla segretaria Fiom Modena, Stefania Ferrari: «Ricordo le serate in cui ci hanno portato la grigliata, e i mezzogiorni di depressione in cui qualcuno è arrivato con una torta e le raccolte fondi». Tappe ribadite dal Gotha della Cgil, presente al completo. Anche l’assessore regionale Vincenzo Colla ha parlato di “vertenza di popolo” e il presidente della Regione Bonaccini ha evidenziato come «questa serata alla vigilia del 25 aprile significa qualcosa. Alla proprietà precedente dissi: non potete prendere in giro la nostra gente. E voi siete la nostra gente».
Accorato l’intervento del sindaco di Rio Saliceto, Lucio Malavasi che ha seguito con cura i lavoratori: «Auspico il recupero di quote di mercato perse durante la precedente, imbarazzante gestione. Si riparta con sobrietà e chiarezza. Saranno anni difficili ma l’audacia dimostrata dalla nuova proprietà è di buon auspicio. E mi permetto di suggerire di ascoltare i lavoratori su come innovare i prodotti». —
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