«Dimenticata da un decennio l’area vicino al casello sull’A1»
Il gruppo Alternativa civica di Sant’Ilario: «Servono parcheggi, zone d’incontro ricariche elettriche, punti vendita di eccellenze locali. Tutto è rimasto nell’oblio»
CAMPEGINE. «Attivarsi con Regione e Provincia per ottenere la graduale realizzazione degli interventi necessari per promuovere i Comuni della Val d’Enza per l’avvio dell’area di sviluppo sovraprovinciale del casello Terre di Canossa-Campegine». È sempre stato un cavallo di battaglia del gruppo di opposizione “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario”, che ora torna all’attacco sulla questione.
«Ad oggi niente si è mosso – prosegue il gruppo di opposizione santilariese –. Basta uscire dal casello dell’autostrada Campegine-Terre di Canossa e vedere che fuori regna il nulla. Si tratta di una zona importante che indica un territorio interessante, che vede un accordo tra i tre Comuni (Sant’Ilario, Gattatico e Campegine) con la Provincia con fini precisi, tra cui: qualificare il tessuto produttivo, ovvero le imprese locali cercando di ridurre l’impatto ambientale e il consumo di risorse non rinnovabili, coinvolgendo le stesse aziende nel processo di transizione verso un metodo sempre più ecosostenibile e dare maggiore vita all’area dell’uscita del casello».
«Stimolare investimenti e imprese deve rimanere prioritario – afferma “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario”–. Questo porterebbe un ulteriore aumento della ricchezza pubblica e privata, in quanto le imprese pagano gli oneri di urbanizzazione, offrono ovviamente lavoro alle persone della nostra zona, che a loro volta pagano le tasse con l’addizionale Irpef». Per il gruppo di opposizione santiliarese, si tratta di un punto di rinascita, nonché di rilancio, per tutta la Val d’Enza, ma che ad ora è rimasto un progetto sulla carta, visto che l’accordo risale al 2010 e in questi anni non sono stati fatti passi concreti. La trasformazione dell’area doveva partire con l’apertura del casello. Erano attesi servizi come i parcheggi, innanzitutto, e anche un’area ristoro, ma a distanza di anni è tutto rimasto immobile. L’opposizione sollecita pertanto gli enti competenti.
«Da molti anni nessuno ha messo mano all’area del casello autostradale Terre di Canossa, individuata dai vari piani regionali e provinciali – prosegue “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario”–. L’area produttiva del casello autostradale è stata illustrata nel suo dettaglio e ha messo in luce le potenzialità in essa contenute e il suo raccordo con le zone industriali circostanti. Un luogo di estremo valore per le aziende, non solo perché è a ridosso del casello autostradale, ma anche per la sua posizione strategica. Sono presenti realtà imprenditoriali come Dhl e Snatt, perciò ci vuole poco a elaborare un progetto che realizzi anche opere accessorie come parcheggi, zone di incontro, ricariche elettriche, punti vendita di eccellenze locali. Ma nel corso di quasi dieci anni tutto è rimasta nell’oblio, mentre altri hanno lavorato in questa direzione», conclude il gruppo di opposizione. —
Da.Al.
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