Falso e depistaggio, un agente vuole patteggiare e si dimette
La pena, concordata con i due pm Berardi e Marano, sarà ora vagliata dal giudice Chiesto il rinvio a giudizio per gli altri due poliziotti delle Volanti: a giugno l’udienza
Tiziano Soresina
reggio emilia. Basta valutare approdi giudiziari e lavorativi per rendersi conto di quali delicati e sofferti strascichi lascerà l’inchiesta che coinvolge da circa un anno tre poliziotti della Squadra Volanti, accusati a vario titolo di falso e depistaggio.
L’indagine – coordinata dai pm Iacopo Berardi e Marco Marano – si è chiusa due mesi fa ed ora sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio, ma con una differenza sostanziale. Il sovrintendente capo si è mosso durante gli accertamenti investigativi, trovando – tramite l’avvocato Alessandro Conti che lo tutela – un accordo di patteggiamento con i due magistrati inquirenti e questa pena “concordata” dovrà essere soppesata da un giudice. Parallelamente, come ci confermano ambienti della questura, il sovrintendete capo si è dimesso dopo quasi trent’anni di servizio in polizia.
Per gli altri due agenti coinvolti nella vicenda la situazione lavorativa è diversa, mentre sono accomunati nel destino giudiziario. L’assistente capo (difeso dal legale Matteo Marchesini) rimane sospeso dall’attività in questura, mentre la poliziotta (assistita dall’avvocato Ernesto D’Andrea) è rientrata al lavoro il mese scorso e questo suo reintegro collima con un notevole ridimensionamento dell’imputazione (solo un caso di falso). Ad entrambi è stata notificata in questi giorni la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm Berardi e Marano, perciò a giugno affronteranno l’udienza preliminare davanti al giudice Luca Ramponi. In udienza preliminare le parti offese individuate (fra persone e ministero della Giustizia) potrebbero chiedere di costituirsi parte civile. —
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