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Coronavirus, alle superiori scatta la didattica in presenza al 70%

Coronavirus, alle superiori scatta la didattica in presenza al 70%

Reggio Emilia, sessanta bus in più per il rientro a scuola. La Provincia: «Una riapertura in totale sicurezza»

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REGGIO EMILIA. Tutto pronto per il rientro a scuola dei circa ventimila studenti delle superiori reggiane. Con l’ingresso dell’Emilia-Romagna in zona gialla, infatti, da domani la didattica in presenza dovrà passare dal 50 al 70 per cento. Un compromesso tra il rientro in massa ipotizzato inizialmente dal governo e la richiesta di salire al massimo al 60% delle Regioni, preoccupate, soprattutto, dal nodo dei trasporti.

A Reggio si è deciso di puntare su un aumento dei mezzi a disposizione, operatori anti-assembramento alle fermate degli autobus e su ingressi ed uscite scaglionati, applicando di fatto il piano progettato per gennaio e mai applicato, poiché dopo le vacanze natalizie si era deciso di rimanere al 50% della presenza.

«Abbiamo compiuto tutti un grande sforzo – spiegano il presidente della Provincia Giorgio Zanni e la vicepresidente con delega all’istruzione Ilenia Malavasi – l’ennesimo di un anno particolarmente faticoso, fatto di chiusure e aperture sempre diverse. Abbiamo ripreso in mano il piano operativo predisposto dal tavolo prefettizio elaborato a dicembre in vista di una riapertura al 75%, poi mai avvenuta, aggiornando le nostre valutazioni, rifacendo tutti i conti tra percentuali cambiate per quanto riguarda sia le presenze degli studenti, sia le capienze dei bus, oggi pari al 50% dei posti totali autorizzati».

Grazie a una quota di un finanziamento di 720.000 euro concesso dalla Provincia a Seta ed Agenzia Mobilità, da domani ci saranno più mezzi, una quarantina di operatori anti-assembramento (i cosiddetti steward) alle fermate dei bus, in supporto al personale di Seta, e un nuovo sistema di videosorveglianza sui autobus, integrato da un software conta-persone di ultima generazione. «D’intesa con Agenzia mobilità e Seta – spiega Zanni – gli orari sia di entrata sia uscita saranno due, con distanziamenti che variano da una a due ore a seconda dei distretti, con 60 mezzi che si aggiungono ai 219 ordinari dedicati al trasporto scolastico e un ulteriore potenziamento a cui Agenzia mobilità sta lavorando in queste ore».

I primi giorni saranno fondamentali per valutare eventuali criticità e riadattare il trasporto scolastico. Per questo motivo la Provincia invita studenti, famiglie e personale scolastico a segnalare eventuali criticità. «Ma ai ragazzi – aggiunge Zanni – chiediamo anche di continuare, come hanno fatto finora in grande maggioranza, a rispettare le poche ma fondamentali regole: indossare sempre la mascherina a bordo dei mezzi pubblici e, all’aperto, laddove non sia possibile mantenere il distanziamento».

«Il nostro obiettivo – aggiunge Malavasi – è quello di riportare tutti i ragazzi a scuola in sicurezza: questa nuova ripartenza è un nuovo inizio che ci porterà a sperimentare una nuova programmazione scolastica e nuovi orari dei trasporti cambiando le nostre abitudini quotidiane». Giusto, secondo la vicepresidente della Provincia, ripartire con una presenza non più alta del 70%: «È una scelta prudenziale – spiega – ma qualora i dati epidemiologici lo consentano, siamo pronti a risederci al tavolo con le altre istituzioni, a partire da quelle scolastiche, per valutare insieme come portare ancora più ragazzi a scuola, in sicurezza. Non possiamo che ringraziare tutti per il lavoro che si è fatto e si sta facendo in queste ore». —

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