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CASINA, SOCCORRITORI MOBILITATI 

Brucia le sterpaglie muore tra le fiamme

Domenico Amidati

Pietro Gambarelli, 65 anni, ex infermiere e scultore è stato trovato sabato sera nei suoi campi a Bergogno

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CASINA. È morto mentre stava bruciando le sterpaglie nei campi, forse stroncato da un malore. Le fiamme lo hanno raggiunto e non gli hanno lasciato scampo. È successo nella tarda serata di sabato. La vittima è Pietro Gambarelli, 65enne residente a Casina, scultore della pietra ed ex infermiere dell’ospedale di Castelnovo Monti, da poco in pensione. Nel pomeriggio si era recato in un bosco di sua proprietà per pulirlo dai rovi e dalle sterpaglie. Il bosco si trova a Bergogno, borgata medievale in cui Pietro era nato e dove aveva un laboratoio di scultura.

I famigliari lo aspettavano per l’ora di cena. Non vedendolo rientrare, hanno allertato il 118 e il fratello Giuseppe, che abita a Bergogno. Subito il fratello è andato a cercarlo nel bosco e, non trovandolo, ha chiamato altri parenti, riprendendo le ricerche, ma senza esito. A quel punto, attorno alle 21.45, è stato lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivate la squadra del Soccorso alpino stazione Monte Cusna, l’ambulanza, l’automedica, i vigili del fuoco e i carabinieri. Sono state formate le squadre ed è stata pianificata la ricerca.

Intorno alle 23.30 l’uomo è stato trovato senza vita da un vigile del fuoco.

Gambarelli stava facendo pulizia del sottobosco e, dopo avere accatastato le sterpaglie raccolte, ha appiccato il fuoco. Forse per un malore, è caduto a terra. Secondo il Soccorso alpino, «una volta acceso il falò, probabilmente non è più stato in grado di governare le fiamme e ha cercato riparo tra dei rovi, che però sono diventati una trappola mortale».

Di fatto, le fiamme lo hanno raggiunto causando ustioni gravissime alle gambe. La salma è stata trasferita all’istituto di Medicina legale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. I carabinieri stanno svolgendo indagini per chiarire le cause della morte di Gambarelli, che era molto attivo nella comunità di Bergogno, cultore di storia locale e abile scultore della pietra. Maestro d’arte al Chierici di Reggio Emilia, aveva intrapreso la professione di infermiere, facendosi apprezzare. Era in pensione da un anno. La Pro loco di Bergogno, di cui faceva parte, lo aveva festeggiato alla presenza di medici e infermieri del Sant’Anna. Uomo di grande cultura, si adoperava per valorizzare Bergogno.

Le sue sculture sono esposte in vari luoghi, come nel municipio di Fritzlar, in Germania (un bassorilevo raffigurante Matilde di Canossa con la croce), a Cortogno (monumento ai caduti), a Paullo (monumento agli alpini), a Sordiglio (opera per l’oratorio), a Cerrè Marabino di Toano (Madonnina in pietra arenaria per la parrocchiale). In quest’ultimo caso, il parroco don Raimondo Zanelli – ora scomparso – volle ringraziare pubblicamente Gambarelli per l’opera donata, che rimarrà nella storia del paese, e in quella occasione lo nominò simbolicamente cittadino onorario.

Tante altre opere di Gambarelli sono collocate anche in case private. Pietro stava anche cercando di valorizzare una sorgente di acqua solforosa situata nel territorio di Bergogno. Numerose le sue ricerche storiche riguardanti il suo paese. Ieri mattina è stato ricordato con una preghiera durante la messa.

Il funerale non è ancora stato fissato. Pietro lascia la moglie Maria Baroni, i figli Cristina, Sara e Marco, la sorella Vittorina i fratelli Viviano, Enzo e Giuseppe, i nipoti, altri parenti e tutta la comunità di Bergogno. —

Domenico Amidati

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