Da Reggio e Casa Cervi una lunga giornata di musica e testimonianze
Diretta web da Gattatico con tanti ospiti: da don Luigi Ciotti a Elly Schlein Ieri pomeriggio in Sala del Tricolore l’esibizione a sorpresa dei Nomadi
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Parole e musica, tanta musica. È stato un 25 aprile ancora a distanza, segnato come già l’anno passate dalle distanze forzate figlie del periodo, quello vissuto dal territorio di Reggio Emilia. A distanza ma parecchio affollato nelle strade digitali, con decine di iniziative online promosse dagli enti locali, da associazioni, istituti storici e realtà culturali. Già il 24 aprile, l’anniversario esatto dalla Liberazione della città, aveva visto un omaggio a tappe curato da Istoreco e dalla Filarmonica reggiana, con cinque suonate davanti a case di partigiani, nel piazzale dell’ospedale a fianco del personale sanitario, in via Emilia, in zona stazione alla casa di riposo Primula.
La musica è tornata centrale nella sorpresa organizzata dal Comune di Reggio, che nel tardo pomeriggio ha lanciato una diretta social dalla Sala del Tricolore con i Nomadi. Un bis dell’anno passato, quando in municipio si erano esibiti i Modena City Ramblers. Questa volta è toccata alla più celebre e longeva delle band in una versione molto ridotta, con il fondatore Beppe Carletti affiancato dal cantante Yuri Cilloni, l’ultimo innesto in organico, e dallo storico chitarrista Cico Falzone, impegnato anche alla voce e alle percussioni. In trio, hanno offerto versioni asciutte di alcuni classici di un canzoniere sterminato e inciso nella memoria collettiva, in particolare dai vecchi gioielli composti dall’epoca da Francesco Guccini. Da “Noi non ci saremo” a “Il vecchio e il bambino”, a “Dio è morto” ad “Auschwit”, conclusa da un invito di Carletti a visitare il simbolo più cupo e insieme più noto della Shoah. «Vedere, memorizzare, capire è importante, noi ci siamo stati quattro volte, speriamo ci sia una quinta occasione», ha ribadito il leader della band. La mattinata in città era iniziata in piazza, per l’omaggio ufficiale delle autorità davanti ai monumenti ai partigiani e alle vittime della guerra di fronte al teatro Valli. Presenti tutte le autorità, dal sindaco Luca Vecchi alla Provincia, al prefetto e i presidenti delle associazioni storiche e d’arma, schierate per i momenti formali scanditi dall’esibizione della Filarmonica di Reggio Emilia, per il secondo anno consecutivo al centro delle attività. Nel prosieguo, Vecchi è tornato in municipio per il suo intervento ufficiale, sempre trasmesso sulle piattaforme digitali. Il giro degli eventi istituzionali è poi terminato in prefettura per la consegna della medaglia d’oro della presidenza della Repubblica ai parenti della partigiana Francesca Del Rio. Nel pomeriggio, prima del concerto “municipale” dei Nomadi, erano arrivate le riflessioni dei bambini delle scuole dell’infanzia di Reggio, raccolte in un filmato in cui bimbe e bimbi ragionavano della parola “libertà”.
Il luogo più noto del 25 aprile è Casa Cervi, il vecchio casolare della famiglia Cervi ai Campirossi, al confine fra Gattatico e Campegine, da decenni sede dell’istituto che porta avanti le attività storiche e culturali dedicate alla memoria di Alcide, Genoeffa Cocconi e dei loro sette figli. Per decenni, il 25 aprile a Casa Cervi equivaleva a migliaia di persone radunate insieme, per una lunghissima giornata di esibizioni, spettacoli e testimonianze. Il 2020 e il 2021 hanno interrotto momentaneamente questa tradizione, portando gli spettatori sul web per una diretta iniziata al mattino e conclusa sotto sera, segnata anche dal contributo video registrato del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Drago. L’elenco degli ospiti è lunghissimo, come da consuetudine. Don Luigi Ciotti, il presidente dell’Anpi nazionale Gianfranco Pagliarulo, la vicepresidente della Regione Elly Schlein, Vauro, Diego Bianchi (lo “Zoro” di La7), la partigiana bibbianese Teresa Vergalli, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, il prefetto, il sindaco Vecchi e Zaw Wai Soe, ministro della Salute e dell’Educazione del Myanmar (la “vecchia” Birmania”. Ha parlato poi Adelmo Cervi, figlio di Aldo, il terzo dei sette fratelli. Sul fronte musicale, si sono dati il cambio l’ex voce dei Modena City Ramblers Cisco e gli amatissimi Gang. —
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