«Marco alle 15 era qui fuori Mai sentito di un litigio»
Lo stupore degli abitanti della zona artigianale «Niente di strano fino all’arrivo dei soccorsi»
SAN MARTINO IN RIO. «Ero in garage a imbottigliare quando ho visto arrivare l’ambulanza. Ho pensato che qualcuno si fosse sentito poco bene. Poi ho visto Marco con le mani in testa. Ma prima di questo non ho sentito niente. Anzi, Marco l’aveva visto prima: saranno state le 15, era qui fuori nel suo giardino. Sedeva là – indica col dito – Il mio gatto era andato di là da loro e lo aveva accarezzato, ci siamo detti qualcosa per quello».
Gianni Bellei è uno dei vicini di casa della famiglia Eletti. Sono confinanti da tutta una vita, da quanto nei primi anni Settanta le rispettive famiglie hanno comprato i lotti sui cui le due abitazioni sono state costruite. Prima al numero 13 Paolo ci viveva con il padre, originario di Prato di Correggio, e la mamma Pia Lodesani. Quando si è sposato, è arrivata la moglie Sabrina Guidetti. Quindi, nel 1988 è nato Marco. Un film famigliare che tra vicini in qualche modo si condivide, con reciproca discrezione.
Ma alla domanda se si fossero mai sentiti litigi, la risposta è lapidaria e non lascia spazio a dubbi. «Mai – assicura l’uomo – È gente più che normale». Per questo la notizia che arriva, dopo aver appreso già con profondo sgomento della morte per assassinio di Paolo Eletti, del fermo del figlio, è accolta con ancor maggiore incredulità. «Assurdo che sia andata così, non doveva succedere», si limita a dire scuotendo la testa.
Lo stesso stupore che traspare dalle parole del fratello Irmo Bellei, che abita nella bifamiliare accanto: «Mah, è un mistero. Lui ha lavorato per anni alla Cormo, che poi si sa come è finita. Lei faceva la parrucchiera a Correggio, tanti anni fa. Il figlio? Da un paio d’anni non si vedeva più, era andato ad abitare via».
Poche abitazioni più in là, Graziella Pratissoli pulisce l’ingresso della palazzina in cui vive. Prove di normalità in una giornata che in questa strada è per tutti difficile da metabolizzare.
«Mai avrei pensato una cosa del genere – sono le sue parole, mentre smette di lavorare, e dai suoi occhi traspare la commozione –. Speriamo che non sia vero. Quando queste cose accadono così vicino, a persone che si conoscono, ci si rimane male. Quando uno ha dei figli poi, si fa fatica anche a giudicare...».
Anche lei, la famiglia Eletti la conosce da sempre, praticamente. «Viviamo qui da 50 anni – racconta – e in particolare con i genitori di Paolo, per una questione di età, ci conoscevamo bene. Ma anche con loro: non mancavamo mai di salutarci quando ci incontravamo. È una famiglia tranquillissima».
Proseguendo oltre in via Magnanini, nel giardino della sua casa Vito Bacilieri alza le braccia di fronte all’accaduto e alle notizie che arrivano.
«Una tragedia grande, stento a crederci» commenta. Accanto a lui c’è l’anziana moglie, che ha superato momenti difficili di recente per via della salute, e Sabrina Guidetti in particolare la conosce bene. «Veniva ad aiutarla – racconta l’uomo –. Una signora carina e gentile, una famiglia tranquilla». —
El.Pe - M.P.
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