Medaglia d’oro a “Mimma” la partigiana a cavallo
REGGIO EMILIA. L’ultimo omaggio a Mimma. La giornata di ieri ha visto la formalizzazione di un tributo atteso da tempo per la memoria di Francesca Del Rio, la partigiana bibbianese “Mimma”, scomparsa nel 2008: si parla dell’assegnazione della medaglia d’oro al valore civile concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La cerimonia si è svolta, in forma ristretta, nella sede della prefettura in corso Garibaldi. Il prefetto Iolanda Rolli ha consegnato materialmente la medaglia ad Atos e Maurizio, figli di Francesca, e ai nipoti Barbara, Filippo e Mirco. Presenti il presidente della Provincia Giorgio Zanni, come rappresentante dei Comuni della Val d’Enza, le presidenti dell’istituto Cervi e di Istoreco Albertina Soliani e Simonetta Gilioli, il presidente dell’Anpi provinciale Ermete Fiaccadori e Orio Vergalli, ex-sindaco ed ex-presidente Anpi di Bibbiano. Anche la partigiana Teresa Vergalli, sorella di Orio, fra le promotrici della richiesta di medaglia assieme alla ricercatrice Raffaella Cortese De Bosis. Mattarella l’ha accettata ricordando nelle motivazioni le durissime sofferenze patite all’epoca dalla Del Rio, che a causa dei pestaggi fascisti ebbe un aborto.
“Mimma” era una delle staffette partigiane della 144esima Brigata Garibaldi attiva in Val d’Enza. Catturata, venne inviata alla caserma di Ciano d’Enza, sede di una famigerata squadra di torturatori. Dopo violenze e sevizie, riuscì a scappare e a riunirsi alle squadre resistenti calandosi con una corda di fortuna da una finestrella sopra a una latrina. Le conseguenze furono pesantissime. La ragazza era incinta, dovette partorire in condizioni difficili, peggiorate dai maltrattamenti subiti, e perse il bimbo. Divenne poi celebre come “la partigiana a cavallo”, per essersi presentata in sella a un cavallo assieme ai partigiani che all’inizio dell’aprile 1945 scesero sino al paese di San Polo. A spingere la Del Rio a parlare di quelle sofferenze furono gli sforzi di due grandi partigiane, Teresa Vergalli e Anita Malavasi “Laila”, oltre che di diversi abitanti. Il risultato è raccolto nel documentario “Una stagione di dolore armato” di Riccardo Manfredi e Gian Marco Minardi.
Bibbiano ha onorato una delle sue cittadine più coraggiose: nel marzo 2019 una delle aree centrali del paese è stata intitolata a Francesca Del Rio, “Mimma”, durante una cerimonia con le scuole, i parenti, tanti rappresentanti delle associazioni partigiane e l’inscalfibile Vergalli. Una storia straziante, richiamata dal presidente Mattarella: «Giovane donna, aderì alla Resistenza impegnandosi come staffetta, per acquisire informazioni sugli spostamenti delle truppe tedesche. A seguito di delazione venne catturata da un gruppo di militari tedeschi e portata in carcere dove sopportò indicibili sevizie, torture e mutilazioni, senza mai rivelare i nomi dei suoi compagni. Riuscì a fuggire dalla prigionia e, nonostante i patimenti subiti, pur essendo in avanzato stato di gravidanza, continuò a operare nella Resistenza». —
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