Ora pende anche un processo sul 42enne in cella per stalking
È accusato di atti persecutori nei confronti di due ex compagne e di un 23enne Di recente l’arresto per nuove minacce («vi squarto vivi») e armi illegali in casa
GATTATICO. Si fa sempre più pesante la situazione giudiziaria del 42enne – originario del Salernitano e residente in Val d’Enza – che nel giro di pochi giorni è prima finito agli arresti domiciliari e poi in carcere, rivelandosi un irriducibile stalker nei confronti di tre persone.
Fra l’altro sul 42enne (difeso dall’avvocato Costantino Diana) già pende un processo, sempre con l’accusa di atti persecutori e con le stesse tre persone che risultano parti offese. È infatti alla sbarra in questo procedimento per aver messo sotto pressione sia l’ex compagna 38enne (la loro unione era terminata ben 14 anni fa), sia una donna di 28 anni con cui ha avuto una relazione più recente ed un figlio. Per la pm Maria Rita Pantani alla base di tutto vi sarebbe la gelosia, allargatasi nel caso della 28enne anche al nuovo compagno di 23 anni. Nei confronti della madre di sua figlia, in una circostanza l’uomo si è presentato all’asilo della piccola e ha cercato di colpire la donna con una testata. Condotte persecutorie indirizzate anche al 23enne che ha ricevuto ossessivi messaggi con frasi del tipo «vi squarto vivi».
Ma da marzo sarebbero continuate le minacce, provocando alle tre vittime, anche di recente, uno stato d’ansia e timore per l’incolumità propria e dei famigliari. I carabinieri hanno ricostruito i fatti. La pm Pantani ha prima ottenuto dal gip gli arresti domiciliari, ma l’uomo ha continuato, con WhatsApp, a inviare a un amico residente in Campania messaggi audio minacciosi nei confronti della 28enne e del compagno. Minacce anche sulla pagina Facebook. Dopo la nuova denuncia, la pm ha ottenuto il carcere per il 42enne: provvedimento eseguito dai carabinieri di Gattatico. In questa circostanza i militari hanno trovato le armi a casa dell’uomo, un tirapugni in ferro, un coltello a scatto di 31 centimetri (15 di lama) e un pugnale di 36 (24 di lama). Da qui la denuncia anche per detenzione illegale di armi. Nell’ordinanza restrittiva il gip Luca Ramponi sottolinea come l’indagato sia “risultato privo dell’autocontrollo necessario e che la misura custodiale non possa avere effetto, avendone violato più volte la prescrizione”. —
T.S.
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