Gazzetta di Reggio

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DISCRIMINATA PERCHÉ INCINTA 

Lara Lugli tuona al Coni: «Le parole non bastano servono fatti concreti»

Serena Arbizzi
Lara Lugli tuona al Coni: «Le parole non bastano servono fatti concreti»

La pallavolista contro le istituzioni sportive: «Solo facciata Mentre avrebbero la possibilità di cambiare le regole»

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REGGIO EMILIA. «Perché le istituzioni adibite a vigilare e regolamentare lo sport si sono dimostrate così stupite dal mio caso? Ma come ci sono finite lì? Cosa stanno facendo e quanto ci vorrà per un cambiamento di rotta? E, ancora, perché non siete intervenuti anni luce prima?». Queste alcune delle riflessioni, sotto forma di domanda, che la pallavolista Lara Lugli ha esposto, al salone d’onore del Coni, durante la presentazione del programma per la candidatura di Antonella Bellutti alla presidenza.

Il caso di Lara Lugli – atleta carpigiana di 41 anni che ha disputato due stagioni in B1, dal 2007 al 2009, con la Pallavolo Reggio – ha travalicato i confini nazionali scatenando indignazione a livello mondiale: il suo contratto con il Volley Pordenone si è interrotto perché la giocatrice era incinta. Due anni dopo, in seguito all’ingiunzione della pallavolista per ottenere l’ultima mensilità cui aveva diritto, è stata citata per danni dalla società stessa. Da quando la sua storia è diventata pubblica, si è squarciata la cortina di silenzio sulle mancate tutele cui devono fare fronte le sportive che intendano avere figli. E si è acceso un vasto dibattito. Un j’accuse accorato alle istituzioni che «mi hanno fatto telefonate di facciata – continua Lara Lugli –. Perché mi esprimono solidarietà visto che sono loro a fare le regole? Chi conosce lo sport non può dirsi stupito. La solidarietà me l’aspetto dagli amici, da chi ha il compito di decidere mi sarei aspettata delle scuse, rivolte a tutte le “Lara Lugli”, che sono tante e lo so perché mi hanno scritto. Oggi che parlo dall’Olimpo dello sport italiano – dice la pallavolista nel salone d’onore del Coni – vorrei scuotere le poltrone assieme a coloro che ci sono così saldamente seduti sopra».

Lara Lugli, poi, chiarisce che Antonella Bellutti (candidata alla presidenza del Coni) non ha finto stupore, ma anzi le ha confermato queste discriminazioni e il fatto che da tempo si batte contro di esse. «Gli sportivi seguono principi semplici di etica e quando vengono calpestati scatta qualcosa – continua la giocatrice –. Ci battiamo perché le belle parole diventino fatti. Lo sport non è un gioco di potere, è per antonomasia espressione di sani principi. La storia insegna che tutti i grandi cambiamenti nascono da una scintilla. Bisogna alimentarla fino a incendiare gli orrendi compromessi, come quello che impedisce a noi donne di inseguire la nostra passione e scegliere al contempo di diventare madre».

Un attacco diretto a «una situazione da Medioevo», com’è stata a più riprese definita dalla pallavolista, che attualmente gioca nel Soliera Volley 150, «società dove sto bene». —

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