«Qui potenzialità Serve un rilancio La montagna punti al Recovery Fund»
L’appello dell’assessore alle Attività produttive Lugli «Qui ricompare un’identità manifatturiera di rilievo»
CARPINETI. «La “Bassa” montagna si organizzi per un progetto di rilancio e partecipare alle opportunità del Recovery Fund». La riflessione, che coinvolge l’alta valle del Tresinaro da Carpineti sino a Viano e a Rondinara, al confine con Scandiano, arriva dall’assessore alle Attività produttive carpinetano Roberto Lugli.
Un pensiero che guarda al futuro della zona appenninica che discende verso la collina, segnata dal corso del torrente Tresinaro, e aiutata quindi da collegamenti verso la città, verso il distretto ceramico e verso le autostrade.
Un’area che – come molte altre della montagna reggiana – ha subito un forte calo delle opportunità lavorative, con la chiusura nel tempo di diverse ceramiche e di aziende metalmeccaniche e manifatturiere. Tanti abitanti sono diventi forzatamente pendolari. Diverse realtà resistono, comunque, e negli ultimi anni è arrivato un segnale forte lanciato dall’Elettric80, la multinazionale con sede centrale a Viano da sempre molto attenta al rapporto con la montagna.
Il vecchio stabilimento ceramico di San Prospero, nell’area artigianale alla periferia del capoluogo, è stato acquisito dall’Elettric80 assieme alla Gorfar, ditta specializzata in carpenteria metallica che da tempo collabora con il colosso vianese. La vecchia struttura è stata rasa al suolo e bonificata, nei prossimi mesi verranno edificati i nuovi impianti, in cui opererà anche la Gorfar.
Un altro ampliamento dopo quello, di enormi dimensioni, che ha visto l’Elettric80 acquistare e rimodernare il vecchio stabilimento della Isla Tiles a Rondinara, diventato un polo logistico.
Questa direttrice, che da Carpineti porta sino allo scandianese con fulcro a Scandiano, potrebbe diventare cruciale per una crescita economica e occupazionale di diversi Comuni.
San Prospero è vicino alla fondovalle Tresinaro e a pochi km da Marola e quindi dall’imbocco della statale 63, la principale via di comunicazione per la montagna. Il pensiero va ai posti di lavoro ma pure all’indotto, a ristoranti, locali, negozi e servizi che potrebbero trovare basi solide.
Discorso similare per la residenzialità, per la capacità di attirare abitanti. «Per le zone dell’Alta valle del Tresinaro ricompresa tra i comuni di Baiso, Carpineti, Casina e Viano, è un’occasione storica», riflette Lugli.
«In quest’area ricompare finalmente un’identità manifatturiera di rilievo, della quale essa era orfana da lungo tempo avendola perduta al termine di un ciclo economico favorevole – spiega –. Le imprese, per motivi logistici, si videro costrette a migrare lungo l’asse della via Emilia non potendo più sopportare i costi crescenti di energia e trasporti, questi ultimi appesantiti da infrastrutture arcaiche di cui si tarda a prendere consapevolezza».
Ora si può crescere, e la politica è chiamata a un ruolo importante, anche pensando ai fondi europei di cui da mesi si discute.
«Il miglioramento della viabilità è di capitale importanza – sottolinea Lugli –. Le strade che offrono lavoro in molti casi seguono un tracciato ante litteram, disegnate per essere transitate da residuati bellici del Regio esercito più che da mezzi di oggi, agili e veloci». —
Adr.Ar.
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