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Ferrarini, la Cassazione ha fissato l’udienza per l’atteso concordato

Ferrarini, la Cassazione ha fissato l’udienza per l’atteso concordato

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REGGIO EMILIA. Sul concordato Ferrarini si attendono a breve sviluppi. È stata infatti fissata il prossimo 18 maggio l’udienza in Cassazione per l’esame del regolamento di competenza sulla vicenda, attualmente nelle mani del tribunale di Bologna.

A decidere lo spostamento da quello di Reggio Emilia è stata ad ottobre del 2020 la corte d’appello bolognese che, accogliendo il ricorso di una delle due cordate in corsa per rilevare Ferrarini (cioè quella formata da Intesa Sanpaolo e Unicredit, Gruppo Bonterre, Opas e Hp), ha dichiarato l’incompetenza del tribunale reggiano sulla procedura di concordato dello storico gruppo emiliano dei salumi e l’ha trasferita sotto le Due Torri.

A questa decisione si è però opposta la stessa Ferrarini, presentando alla Suprema Corte il ricorso della cui ammissibilità si discute a maggio. Bonterre e gli altri avevano chiesto il cambio di tribunale a seguito di una nuova proposta di concordato – concorrente alla propria – che era stata presentata nell’agosto del 2020 dal gruppo Pini, supportato dalla società pubblica Amco.

Il nodo del contendere era che nel suo piano di rilancio per Ferrarini, Pini aveva promesso di soddisfare i creditori chirografari al 33%, percentuale che a suo dire avrebbe reso inammissibile la presentazione di altri concordati.

Bonterre accusava quindi Pini di voler di fatto impedire con dei pretesti il confronto competitivo fra le due proposte e per questo ha voluto spostare la competenza della questione su un altro tribunale.

È di pochi giorni fa invece la concessione dell’omologa da parte del tribunale di Reggio Emilia a Vismara, l’azienda di salumi di Casatenovo, in provincia di Lecco, che fa sempre parte del Gruppo Ferrarini. «La progressiva saturazione della capacità produttiva – ha detto il direttore generale di Vismara Pierluigi Colombi – grazie alla prosecuzione delle lavorazioni per conto di Ferrarini Spa, gli ammodernamenti e gli investimenti tecnologici, il lancio di nuovi prodotti e il miglioramento dell’efficienza produttiva: sono questi alcuni dei punti chiave del piano industriale presentato in continuità che ha ottenuto l’omologa». —

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