Studenti restano a piedi per l’autobus soppresso Il sindaco: «Avviso Seta»
RUBIERA. Studenti rubieresi rimasti appiedati a Modena. Non è stata una bella sorpresa, quella che ieri pomeriggio ha accolto ragazze e ragazzi di Rubiera iscritti a scuole superiori della città dall’altro lato del Secchia. La classica corsa delle 14.20, la prima utile per chi finisce le lezioni dopo le 13 o ha la propria sede didattica in punti lontani dalle stazioni centrali, è stata soppressa, almeno momentaneamente. Una decisione presa dall’azienda di trasporti Seta nelle complesse manovre di riorganizzazioni seguite al rientro a scuola di buona parte degli studenti italiani. La scelta sarebbe dovuta ad una valutazione sulla poca utilità della corsa, visto che buona parte delle lezioni finiscono in orari serviti da altri viaggi. La realtà non si è rivelata questa, e tanti giovani e tanti genitori rubieresi se ne sono accorti.
«Purtroppo alcuni ragazzi di Rubiera oggi si sono trovati senza autobus, a Modena, perché la corsa delle 14.20 è stata cancellata, dato che tutte le scuole escono alle 13 e alle 15. Solo che non è vero. Ho scritto a Seta e all’agenzia della mobilità di Modena», spiega il sindaco Emanuele Cavallaro, che nel pomeriggio è stato raggiunto da tante segnalazioni e lamentele su quello che è stato vissuto come un disservizio non da poco. Una conseguenza delle ripresa delle lezioni in presenza, sino al 70% del totale, sancita dal governo Draghi e diventata operativa da lunedì 26 aprile. Non la migliore delle idee, per Cavallaro, che si unisce ai tanti amministratori pubblici che – come sindacati e dirigenti scolastici – avevano espresso perplessità sulla tenuta logistica dei trasporti e degli spazi. Le norme di sicurezza richiedono in primis distanze ampie, con un aumento delle corse pubbliche e la revisione di aule spesso già di loro compresse rispetto agli ospiti da accogliere. «Comunque la si guardi, questa cosa del 70% è una Corazzata Potemkin, all’atto pratico – riflette il sindaco –. Probabilmente peggiora persino la situazione, sul piano didattico, con enormi difficoltà anche per le scuole. Non è detto che la percentuale faccia la qualità di un’attività umana». —
Adr.Ar.
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