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Reggio Emilia, un drone in volo per dare la caccia al maniaco del Crostolo

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, un drone in volo per dare la caccia al maniaco del Crostolo

La decisione dopo un vertice straordinario, monito del prefetto: «Voglio che la sicurezza sia sempre garantita»

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REGGIO EMILIA. Per dare la caccia al maniaco del Crostolo, che ha già colpito, molestato e cercato di stuprare almeno sei donne, ora è attivo anche il drone della polizia provinciale di Reggio Emilia, in volo sui quindici chilometri di passeggiata che costeggia il torrente, da Cavazzoli fino a Rivalta.

La decisione è stata presa ieri durante un vertice straordinario in Prefettura, durante il quale è stato potenziato tutto il piano di controllo e sorveglianza del territorio cittadino attraverso un’azione «forte e coordinata tra polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia Municipale», fanno sapere da Palazzo Allende.

Presenti all’incontro, chi in presenza chi in video-collegamento, i responsabili provinciali delle forze dell’ordine, il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, accompagnato dal comandante della polizia provinciale. «Reggio Emilia è una città sicura – ha ribadito il prefetto Iolanda Rolli – e voglio che la sicurezza sia garantita in ogni momento, a beneficio di tutti».

Rolli ha chiesto ai vertici di polizia i risultati degli interventi effettuati in questi ultimi giorni dopo i casi di violenza verificatisi nelle zone nord e sud della città. E dai dati è emersa la già ampia attenzione dedicata al maniaco seriale, diventato ormai il terrore di centinaia di reggiani: «Pochi giorni fa sono accaduti alcuni episodi gravissimi – ha aggiunto il prefetto – e la nostra risposta è stata immediata. Fin da subito, appreso quello che era accaduto, il questore ha disposto un’ulteriore intensificazione dei controlli e oggi è stato deciso di mettere a sistema un intervento ancora più coordinato, sinergico e calibrato, per garantire la massima sicurezza anche in termini di prevenzione. Si tratta di un piano che coinvolge forze di polizia statuali e locali per un’attività ancora più robusta, soprattutto in quell’area della città».

Ai servizi mirati e intensificati in determinate fasce orarie, coordinati tra questura, carabinieri, guardia di finanza e Municipale contribuiranno quindi anche i carabinieri forestali e la polizia provinciale, che ha messo a disposizione un drone con un proprio operatore abilitato che controllerà dall’alto il terreno di caccia del maniaco, lungo approssimativamente quindici chilometri.

Nel corso del vertice il prefetto ha poi concordato con il Comune l’avvio di un’analisi tecnica per l’implementazione della videosorveglianza. «Le telecamere infatti – ribadisce la prefettura – rappresentano un efficace strumento di deterrenza e sono utilissime ai fini investigativi». Telecamere che al momento sono quasi del tutto assenti lungo la passeggiata del Crostolo che, d’altronde, è molto estesa. Nei prossimi giorni quindi un altro tavolo tecnico che si svolgerà in questura delineerà un programma di studio del potenziamento della sorveglianza, che sarà poi sottoposto all’esame del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nella prossima seduta.

Con questa nuova organizzazione e con l’intervento deciso del prefetto le aggressioni sessuali del maniaco del Crostolo non sono più solamente un problema cittadino, legato a una ristretta area del capoluogo, ma sono diventate una questione di allarme sociale molto più ampia. La cattura di questo molestatore seriale, che ha dimostrato di diventare sempre più violento e aggressivo ogni giorno che passa, è in cima alle priorità delle forze di polizia reggiane. Con la speranza di catturarlo prima che mieta altre vittime.

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