Nel futuro centro di ricerca la sfida dell’auto a idrogeno
Non solo l’hypercar Hongqi S9 e la produzione di Suv elettrici Nella nuova cittadella previsto anche lo sviluppo di nuove frontiere dell’auto
REGGIO EMILIA. Non solo la supercar elettrica, o meglio l’hypercar Hongqi S9 progettata da Walter De Silva, la vettura extra-lusso che ha già fatto il suo debutto nel Salone dell’Auto di Shanghai. E non solo la produzione del Suv elettrico, che sarà destinato invece a una platea più estesa. L’operazione targata Silk-Faw potrebbe spingersi anche più in là sul versante dell’innovazione tecnologica applicata all’industria automobilistica.
Oltre allo stabilimento, infatti, nel maxi progetto è prevista anche la realizzazione di un centro di ricerca all’avanguardia. Ed è qui che l’intenzione in prospettiva sembrerebbe quella di sviluppare progetti legati anche alla realizzazione di motori a idrogeno, da tempo considerati la vera frontiera della mobilità sostenibile, con una tecnologica che tuttavia finora non ha mai preso realmente piede nel settore automobilistico. Il centro ricerca troverebbe spazio nella stessa area dove sarà destinato lo stabilimento Silk-Faw: circa 300mila metri quadrati, a due passi dalla Mediopadana e dall’uscita dell’A1, su un terreno già accatastato come zona industriale, senza la necessità di dover richiedere variazioni di destinazione. Un dettaglio che consentirebbe così di cominciare subito i lavori per quell’attesa cittadella dell’auto elettrica che – da qui al 2023 – proietterà Reggio nel cuore pulsante della Motor Valley. L’area è stata individuata dopo diversi sopralluoghi e incontri, ai quali hanno partecipato i vertici dei due colossi automobilistici insieme al sindaco, Luca Vecchi, e al vicesindaco, Alex Pratissoli, che da circa un anno hanno lavorato sottotraccia per portare a Reggio la pioggia di investimenti da un miliardo di euro, annunciati nell’atto di nascita della joint venture insieme alla previsione di una ricaduta occupazionale che si tradurrebbe in un migliaio di nuovi posti di lavoro. Una corsa che ha visto Reggio battere l’agguerrita concorrenza di altri siti collocati nelle province di Bologna e di Modena, tagliando un traguardo che rilancia ulteriormente l’Area Nord come zona strategica della città, non mancando di alimentare un dibattito anche politico. E se la capogruppo di Alleanza Civica, Cinzia Rubertelli, esulta per il risultato raggiunto, al progetto plaude anche il M5s, sebbene a denti stretti: «Salutiamo con favore la creazione di un polo industriale dell’automobile elettrica ma con una clausola ben precisa – affermano i consiglieri Gianni Bertucci, Fabrizio Aguzzoli, Paola Soragni – no a nuove cementificazioni, recuperiamo aree industriali dismesse, pensiamo ad esempio alle ex Reggiane, alla zona Fiere, alle tante aree industriali di Reggio mezze vuote». —
E.Spa.
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