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Il microfono rimane chiuso bagarre al Consiglio online

M.P.
Il microfono rimane chiuso bagarre al Consiglio online

Per una svista del sindaco Bellaria, volano insulti dai banchi dell’opposizione La maggioranza: «Non siamo un regime». La replica: «Violate tutte le regole»

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CADELBOSCO SOPRA. Nel consiglio comunale online di venerdì 30 aprile sono volati gli stracci. Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, ha lanciato una serie di improperi al sindaco Luigi Bellaria che aveva disattivato il microfono del consigliere d’opposizione per diversi minuti nel corso del consiglio, prima delle votazioni.

Zani era stato più volte chiamato dalla vicesegretaria comunale Ines Sartori, senza ricevere risposta. Lo stesso Zani aveva esposto un cartello con scritto “Mi hanno disattivato il microfono”, con l’obiettivo di rendere evidente il problema tecnico, ma il sindaco ha esortato Zani a «non esporre cartelli, perché vietato».

Anche a Marco Piccinini consigliere di opposizione che aveva accusato l’amministrazione comunale di risultare un “regime”, era stato disattivato il microfono. Alla fine, è stato l’assessore Boris Soncini a richiamare il sindaco per riattivare i microfoni a Piccinini e Zani, e quest’ultimo, appena tornato “in onda”, arrabbiatissimo, si è scagliato contro il primo cittadino definendolo , tra le altre cose, «pressapochista».

«Ma chi avete alla regia? Un pirla? – ha gridato Zani – Quando disattivate il microfono, dovete farmi la cortesia di riattivarlo quando voto. Questa non è democrazia. Siete degli analfabeti istituzionali».

Il sindaco Luigi Bellaria, esortando Zani a usare frasi più consone alla seduta consiliare, si è scusato per l’errore, dopo la protesta da parte dell’opposizione anche per avere sottostimato l’accaduto. «Mi scuso – ha detto il sindaco Bellaria –. C’è stato un disguido tecnico».

La votazione relativa al regolamento sul canone unico è stata poi rifatta ed è stato approvato a maggioranza.

«In più riprese – si legge in una nota dell’amministrazione comunale – siamo stati accusati, tutti, sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza, di esercitare un regime, poiché, secondo loro, non possono collaborare alla stesura delle delibere e dei regolamenti, definendoci anche dei “pirla”. Il Consiglio ha un regolamento che il sindaco ha l’obbligo e il dovere di fare rispettare perché garantisce la democrazia, e chi non la rispetta va contro i suoi principi fondanti, altro che regime. Crediamo che ciò che è successo in consiglio comunale sia molto grave e rimandiamo al mittente l’accusa di essere “analfabeti istituzionali”, perché la minoranza, dopo quasi due anni, non ha ancora capito quale sia il suo ruolo, che noi teniamo in grande considerazione ma che deve essere di controllo e non di governo».

Il gruppo “Cadelbosco per tutti” ha replicato: «Sono state violate tutte le regole democratiche. Basta ascoltare la registrazione del Consiglio su Youtube: tutte le nostre richieste di replica sono state sistematicamente stoppate in modo antidemocratico. Invitiamo i cittadini a verificare con quale prepotenza il sindaco ci ha zittito, come nei peggiori stati totalitari». —

M.P.

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