Ma le vittime preferite restano le donne, specie se lavorano
Anche se non è la percentuale più alta in Italia ben il 39,62% dei tweet dei reggiani analizzati riportava frasi o discorsi misogini e persino minacciosi
reggio emilia. Insulti a sfondo sessuale, violenze, auguri di stupri. E, soprattutto, la manifestazione d’odio prevalente: definirle delle prostitute, con qualunque termine o sinonimo, preferibilmente il più volgare e offensivo possibile. I tweet misogini rimangono la percentuale più elevata fra i 742 insulti d’odio dei reggiani analizzati dalla ricerca di Vox: 294, il 39,62 per cento.
Non la cifra più elevata in Italia – ad esempio Bologna e molte città emiliane ci superano abbondantemente – ma comunque sintomo di un fenomeno costante e preoccupante. «Un odiatore via social su due se la prende con le donne – spiegano i ricercatori analizzando i dati generali –. Gli insulti piovono da nord a sud, da est a ovest. I tweet negativi sono più di quelli positivi e accanto al body shaming (umiliare una donna per una caratteristica del suo aspetto fisico, ndr) fa la sua comparsa nel lessico intollerante la rabbia contro le donne che lavorano, giudicate incompetenti, inutili, incapaci. Un elemento mai apparso con questa evidenza nelle precedenti rilevazioni e che pare ricondurre alla riflessione più ampia circa le possibilità lavorative delle donne legate al nuovo modo di lavorare. È segno di paure e debolezze, evidenzia la presenza ancora troppo ingombrante di antichi tabù culturali».
Per capire quanto sia costante la mortificazione della figura femminile, simbolo di una società ancora troppo arretrata e misogina, basterebbe analizzare i grafici elaborati dalla ricerca. Se i tweet xenofobi o islamofobi si concentrano in pochi picchi (come il compleanno di Liliana Segre o un attentato), quelli contro le donne sono praticamente costanti». —
L. G.
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