«La preside scrive strafalcioni sul 25 Aprile e sul Primo Maggio»
Critiche dell’ex consigliere Farella alla dirigente scolastica Mussini. Lei: «Alle polemiche non rispondo»
cavriago. Nel paese del busto di Lenin parlare di Resistenza, Liberazione, partigiani e festa del lavoro richiede talvolta qualche cautela. Ne sa qualcosa la professoressa Lorena Mussini, storica, da un anno direttrice didattica dell’istituto comprensivo Don Dossetti – ottocento tra bambini e ragazzi che frequentano elementari e medie – pesantemente rimproverata dal padre di uno degli studenti dell’istituto, Davide Farella, consigliere comunale dal 2009 al 2014, col cuore che da sempre batte per la sinistra più a sinistra.
La materia del contendere – sviscerata su una circolare scolastica datata 24 aprile scritta di pugno dalla dirigente e in una lettera aperta di Farella diffusa sui social, di risposta alla circolare – riguarda un paio di presunti «strafalcioni», così definiti dall’ex consigliere comunale, che la prof Mussini avrebbe scritto nella circolare, inviata a studenti, famiglie e docenti, per invitarli «a ricordare» il 25 Aprile e il Primo maggio «non in modo retorico o solo celebrativo, ma come occasione di riflessione, dialogo e condivisione dei valori fondamentali che hanno ispirato i costituenti».
E dunque? Per l’ex consigliere comunale, tra gli organizzatori delle “lenzuolate” per far rientrare gli studenti in classe in presenza, imperdonabili sarebbero stati due passaggi della circolare.
Il primo dei quali sulla Liberazione: «L’Italia – scrive la dirigente – usciva dalla tragedia della seconda guerra mondiale e iniziava un percorso di ricostruzione dei fondamenti dello Stato, ma anche di rinascita morale, materiale e civile, in un Paese distrutto da una guerra totale, straziato dalla guerra civile, dopo vent’anni di dittatura fascista spietata e liberticida come le altre due dittature del panorama europeo, nazismo e comunismo».
Ecco, per Farella «la dottoressa Mussini – spiega – ha messo sullo stesso piano fascismo, nazismo e comunismo. Ma io le ricordo un fatto inconfutabile: che il comunismo è stato fondamentale per la liberazione dal nazifascismo». Il secondo passaggio riguarda invece il Primo Maggio. La dirigente scrive: «La ricorrenza, celebrata in molti paesi per ricordare le lotte per i diritti dei lavoratori, fu istituita in Italia nel 1890; ma dal 1924 al 1944 forzatamente anticipata dal regime fascista al 21 aprile», data del Natale di Roma, proclamata da Mussolini festa ufficiale del fascismo.
Farella: «È noto a tutti che la festa del primo maggio è stata formalmente cancellata dal fascismo in quanto ricorrenza internazionalista, collettiva e sovversiva, e il fascismo l’ha sostituita con una festa autarchica, nazionalista e individualista».
L’ex consigliere comunale, non appena letta la circolare portata a casa dal figlio, ha scritto una lettera aperta e ha inviato una mail all’indirizzo della dirigente scolastica, protocollata dall’istituto, chiedendo che «il testo della missiva sia modificato e ritrasmesso agli studenti per fare in modo che la scuola continui a essere un luogo di verità». Risposte? «Per il momento – dice Farella – non ho ricevuto comunicazioni».
Infatti, la prof Mussini, contattata nel suo ufficio, conferma: «Alle polemiche non rispondo, non è questa la sede per fare politica». Stop. Sulla vicenda, sempre utilizzando i social, è intervenuto anche l’Anpi di Cavriago, sollecitata dall’ex consigliere comunale. «Le discussioni che sono state avviate successivamente alla diffusione delle lettere – hanno scritto – richiedono un confronto approfondito che va oltre la pagina Fecebook. Sappiamo che l’uso delle parole è importantissimo e che su alcuni temi purtroppo oggi, anche a livello nazionale, vengono fatte interpretazioni lontane dalla verità».
L’Anpi annuncia, per il prossimo anno scolastico, una serie di conferenze sul tema delle dittature, in accordo con l’istituto Don Dossetti. E Farella, c’è da scommettere, sarà invitato. —
Cristina Orsini
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