Mafia, altri due anni di controlli Nel mirino i contratti pubblici
La proroga del Codice antimafia che prevede accertamenti più stringenti approvata all’unanimità in consiglio comunale: «Sulla legalità non siamo fermi»
Brescello. Il Comune di Brescello non è fermo, ma è nel pieno di un percorso mirato a contrastare ogni tipo di illegalità. Questa la sostanza dell’ordine del giorno presentato dal gruppo “Brescello che vogliamo” – e approvato all’unanimità con il voto favorevole anche dei gruppi di opposizione “Brescello Riparte” e “L’alternativa” – in merito alle azioni intraprese dall’amministrazione per combattere le infiltrazioni della ’ndrangheta sul territorio. «L’impegno più importante che oggi il Comune assume – spiega una nota del Comune – consiste nella volontà di prorogare di un ulteriore biennio l’applicazione delle procedure dell’articolo 100 del Codice antimafia che prevede accertamenti più stringenti in merito a tutti i soggetti con cui il Comune stipulerà accordi, convenzioni o contratti di ogni natura. Proseguire nell’applicazione di queste procedure, anche al di là dei termini previsti dalla legge, significa voler procedere in maniera decisa in una politica di trasparenza e di lotta contro tutti i rischi di illegalità presenti nel territorio».
Il documento approvato prende atto della sentenza emessa dal giudice Pecorella a conclusione del processo, con rito abbreviato, relativo all’indagine “Grimilde”, così come della testimonianza recentemente resa dal commissario della squadra mobile di Bologna, Salvatore Pescatore, nonché del dibattito che si è sviluppato a tale riguardo, dissociandosi da alcune prese di posizione di segno negazionista.
«La mozione – spiega la nota – riafferma la consapevolezza che Brescello è tutt’altro che una comunità mafiosa, anche se la mafia innegabilmente c’è, e richiede a tutti i cittadini comportamenti conseguenti. Viene evidenziato lo sforzo compiuto dall’amministrazione comunale per ricostruire rapporti stretti con le istituzioni dello Stato, con le forze dell’ordine, con la Regione e con la Provincia; collaborazione che si è rafforzata anche con l’istituto comprensivo che sta svolgendo un’azione importantissima sul piano formativo».
«In questi anni – prosegue l’amministrazione brescellese – la struttura operativa comunale è stata rinnovata, con l’innesto di professionalità qualificate proprio nei settori in cui il giudice Pecorella ha rilevato criticità e carenze; lo sforzo per scrivere una nuova pagina di storia locale si esprime inoltre nell’attività per il riuso dei beni confiscati assegnati al Comune. In particolare la Protezione civile è impegnata a renderli praticabili e fruibili. La costante presenza del Comune come parte civile nei processi inerenti reati di ‘ndrangheta perpetrati nel contesto locale, manifesta la chiara condanna di ogni presenza malavitosa; a ciò si aggiunge la tempestiva denuncia di situazioni di illegalità segnalate da cittadini, soprattutto a seguito della “lettera aperta” inviata a residenti, professionisti e attività economiche nell’aprile 2020, per far fronte insieme alle insidie messe in atto dalle mafie durante la pandemia. Tutti questi sono elementi di svolta rispetto alla realtà descritta nella sentenza del giudice Pecorella, che attestano il cammino compiuto in questi anni insieme alla Commissione per la legalità».
«Il Comune di Brescello, dunque, non è fermo – chiude il comunicato – ma, a cinque anni dallo scioglimento del consiglio comunale, è impegnato nella puntuale attuazione alle disposizioni antimafia e ai protocolli di legalità sottoscritti dalla prefettura e dai Comuni della provincia». —
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