Lite stradale, la madre: «Mio figlio era a Cutro»
reggio emilia. Si avvia verso la sentenza il procedimento con al centro un litigio stradale di oltre cinque anni fa.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, il 12 marzo 2016 un sorpasso azzardato aveva innescato la reazione di un automobilista che, indispettito, aveva suonato il clacson per far notare a chi era al volante la pericolosità di quella manovra. Ma non finiva qui, perché chi aveva effettuato il sorpasso azzardato bloccava di fatto l’altra macchina, spalancava la portiera e rifilava alcuni schiaffi all’automobilista che aveva “osato” suonargli il clacson, per poi prendere a calci la fiancata di quella vettura. Per gli inquirenti il guidatore manesco era Antonio Brugnano (cutrese ora 35enne) finito sotto processo per violenza privata e danneggiamento. Con lui – alla sbarra – un altro cutrese, cioè il 45enne Salvatore Silipo (ben noto alle forze dell’ordine per i precedenti penali e su cui pende la condanna nell’appello di Aemilia a 8 anni di reclusione per un’estorsione con l’aggravante mafiosa). L’uomo schiaffeggiato si è costituito parte civile tramite l’avvocato Paolo Fornaciari.
Ieri, in aula, è stata sentita la madre di Brugnano: ha escluso che il figlio fosse quel giorno alla guida («Nel marzo 2016 era a Cutro»), inoltre ha confermato quanto già rimarcato in udienza da un altro familiare, cioè che Antonio è affetto dalla nascita della perdita progressiva della vista, il che gli impedisce di guidare un’auto e necessita di essere accompagnato negli spostamenti. Sempre ieri doveva essere sentito anche Silipo (difeso dal legale Mattia Fontanesi), ma l’imputato non si è presentato nonostante sia ora uscito dal carcere (ha scontato una pena divenuta definitiva) e la deposizione non si terrà più come richiesto dall’accusa. —
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