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«Nella fascia dei 65-69 anni si è prenotato solo il 62%»

M.R.

Ritmo troppo lento e il direttore generale dell’Ausl fa un secondo appello «Vaccinatevi, è importante» Da lunedì via ai sessantenni

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REGGIO EMILIA. Solo il 62% degli aventi diritto al vaccino anti-Covid nella fascia dei 65-69enni ha prenotato l’appuntamento. Un ritmo troppo basso secondo il direttore generale dell’Ausl, Cristina Marchesi, che rinnova l’appello già diramato nei giorni scorsi: «Vaccinatevi, è importante. Tutti vogliamo tornare a una vita normale ma per riuscirci dobbiamo completare la campagna vaccinale, e prima mettiamo in sicurezza i sessantenni, come ripetuto anche dal commissario straordinario Figliuolo, prima passiamo agli altri. L’obiettivo è quello di andare avanti il più speditamente possibile, i vaccini ci sono, i posti pure, fatevi avanti».

Sabato scorso nella nostra provincia sono arrivate dosi di AstraZeneca, altre sono in arrivo entro la fine della settimana. Il piano delle consegne di maggio prevede, per Reggio, un totale di 92.330 dosi vaccinali: 69.030 dosi di Pfizer-Biontech, 4.900 di Moderna, 17.200 di Astrazeneca e 1.200 di Johnson&Johnson.

La campagna vaccinale per la classe 65-69 anni si è aperta il 26 aprile e, da subito, è stato evidente la differenza rispetto agli aventi diritto più “maturi”. Se per la categoria degli ultraottantenni non sono più in agenda prime dosi (il che significa che la copertura è praticamente stata raggiunta), e la percentuale di vaccinati nella fascia d’età 70-79 supera già l’80%, i nati tra il ’52 e il ’56 sembrano essere più titubanti. «Non sappiamo se a frenarli sia la scarsa fiducia nella vaccinazione o nel vaccino proposto (AstraZeneca nella maggior parte dei casi, ndr), ma non fa sicuramente bene in questo momento di riaperture e allentamento delle misure restrittive», aveva già avuto modo di riflettere il direttore sanitario dell’Ausl, Nicoletta Natalini, a qualche giorno dall’apertura delle agende per la categoria.

Il felice paradosso è che, allo stesso tempo, ci sono anche tantissime persone che non vedono l’ora di essere vaccinate. Lo conferma l’innocuo imprevisto successo in questi giorni, quando alcuni cittadini della fascia 60-64 anni hanno provato a prenotare l’appuntamento vaccinale e ci sono riusciti. «Per la loro categoria – spiega Marchesi – le agende verranno ufficialmente aperte lunedì 10 maggio, ma qualcuno è riuscito a infilarsi in spazi vuoti e ha anticipato il sistema di qualche giorno».

Spazi vuoti che, specifica il direttore generale dell’Ausl, si erano creati in parte per la rinuncia di qualche avente diritto e in parte grazie alla massiccia fornitura di vaccini. «Infatti – spiega Marchesi – anche gli appuntamenti di circa settemila cittadini della fascia 65-69 anni, quella per cui è ufficialmente in corso la vaccinazione, sono stati anticipati di almeno una settimana». —



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