Gazzetta di Reggio

Reggio

la bambina scomparsa nel 2004 

Denise Pipitone cercata in fondo a un pozzo

Denise Pipitone cercata in fondo a un pozzo

Ispezione nella casa dove abitò la madre della sorellastra, si sospetta anche l’esistenza di una stanza segreta

2 MINUTI DI LETTURA





mazara del vallo (TP). Fino a ieri sera i vigili del fuoco e i carabinieri sono rimasti al lavoro per ispezionare il pozzo sottostante un garage della casa di via Pirandello 55, nella quale abitò Anna Corona, ex moglie di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo. È l’ultimo colpo di scena di un’indagine che negli ultimi giorni ha trovato un nuovo impulso, anche sulla base di diverse segnalazioni arrivate alla procura di Marsala. Segnalazioni che parlano anche di lavori in muratura eseguiti per modificare lo stato degli ambienti, creando una sorta di stanza segreta, nella quale potrebbe essere stata nascosta Denise Pipitone. Anna Corona è la madre di Jessica Pulizzi, sorellastra della piccola scomparsa, che era finita sotto processo per il sequestro della bambina ma che ne è uscita assolta.

Nell’abitazione sono arrivati gli specialisti della sezione rilievi dei carabinieri, per un’ispezione disposta dalla procura. Da ambienti giudiziari ieri è arrivata una smentita all’ipotesi che si stesse cercando il cadavere della bambina, tuttavia con il passare delle ore si è appreso che negli ultimi giorni erano arrivate diverse segnalazioni circostanziate, e proprio secondo una di queste segnalazioni il corpo di Denise sarebbe stato nascosto dietro un muro costruito appositamente.

A questo scopo, i carabinieri hanno lavorato piantine catastali alla mano, perlustrando l’appartamento per capire se su un muro ci fossero segni di intonaco più recente o tracce di una stanza murata dove qualcuno potesse avere tenuta nascosta la bambina. La casa da anni non rientra più nella disponibilità della madre della sorellastra di Denise, Jessica, ed è stata acquistata da una famiglia che vive all’estero. Le ricerche hanno assunto toni ancora più drammatici quando si è passati allo svuotamento del pozzo con una pompa idrovora.

Nei giorni scorsi i pm di Marsala hanno ascoltato anche l’ex pm Maria Angioni, titolare delle prime indagini sulla scomparsa di Denise e adesso in servizio a Sassari. Maria Angioni, in occasione del presunto ritrovamento di Denise in Russia (pista che si è rivelata inesistente) ha rivelato che le indagini affrontarono falle e depistaggi. « Abbiamo capito – ha detto – che dopo tre giorni le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. Quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel tentativo di salvare il salvabile». Senza però arrivare a nulla. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google