Inizia dalla piazza il piano del Pontaccio
Riqualificazione di Vetto, nasce la quarta cooperativa di comunità dell’Appennino: «Idea nata dalla mancanza di servizi»
vetto. Si presenterà agli abitanti di Vetto domani alle ore 20.30, nella sala polivalente, ma tutti, più o meno, ne hanno già sentito parlare. Perché “Il Pontaccio” è la grande novità non solo del paese, ma anche dell’Appennino reggiano: la quarta cooperativa di comunità della montagna che, dopo La Valle dei Cavalieri di Succiso (1991), I Briganti del Cerreto (2003) e La Officina di Costabona (2021), tenta di risollevare un contesto socioeconomico particolarmente degradato qual è la montagna reggiana, di ridarle vita e vigore grazie al senso di appartenenza dei suoi abitanti.
il declino
Come tanti paesi dell’Appennino, negli ultimi 20-25 anni Vetto ha conosciuto un lento e inesorabile declino, che si è tradotto nella chiusura di gran parte delle attività commerciali, nell’abbandono di molti abitanti e nella paralisi di ogni iniziativa turistica, nonostante il territorio sia uno tra i più verdi e vergini della montagna. «Il biglietto da visita del paese, la piazza – racconta Italo Nobili, uno dei consiglieri della nuova cooperativa – è ormai desolante: una lunga fila di vetrine serrate, un luogo deserto e disabitato, un’immagine molto brutta per chi arriva in paese».
È dunque da un po’ di anni che lui e gli altri soci promotori si chiedono come sia possibile rianimare questa situazione di abbandono, per permettere agli abitanti di riattivare una socialità comunitaria messa a dura prova non solo dalla pandemia ma anche dalla mancanza di luoghi in cui essa possa svolgersi: «Per mangiare un gelato – continua Nobili – dobbiamo andare nei paesi vicini. I giovani non hanno uno spazio per ritrovarsi, così come non esiste un locale con cucina tipica del nostro territorio». In effetti, nel tempo le condizioni del paese si sono molto impoverite ma è anche vero che da alcuni anni, diversi giovani hanno cercato di riattivare la vita sociale del paese, offrendo alle persone tante opportunità di condivisione: dalle escursioni nelle bellezze del territorio alle serate estive in piazza. Altri, due anni fa, hanno costituito Bike Extreme Alta Val d’Enza, un gruppo di amici che ha tracciato e reso disponibili per tutti una serie di percorsi per mountain bike nei boschi del comune. E forse la voglia di scommettere di nuovo sul paese con una Cooperativa di comunità nasce anche da queste esperienze, da questo riattivarsi dell’impegno e della partecipazione collettiva di persone che, la montagna, non vogliono abbandonarla.
LE FiNALITÀ
Scopo del Pontaccio sarà dunque, innanzi tutto, quello di dare un nuovo volto a quella piazza desolata e, con essa, di costruire un’immagine diversa del paese, rimettendo insieme una serie di attività commerciali e non che mancano da tempo. «La cosa che, nonostante le difficoltà della pandemia, ci ha fatto scattare la scintilla – dice ancora Nobili – è la mancanza di servizi di cui il nostro paese ha sofferto negli ultimi anni, e i bisogni che sempre più persone hanno manifestato. Bisogni che difficilmente possono essere sopperiti da privati, perché in un contesto economicamente fragile come il nostro gli utili sarebbero troppo bassi. Una cooperativa di comunità, invece, non ha finalità di lucro, non ha utili da dover dividere ma il suo scopo è dare posti di lavoro e valorizzare le risorse del territorio cooperando all’interno di una comunità a beneficio della stessa».
In piazza sarà inaugurato un ristorante-gastronomia in cui la cucina sarà aperta a tutte le ore e che offrirà cibi preparati con materie prime di produttori locali, una gelateria e un infopoint per escursioni nel territorio e noleggio E-bike. Questi i primi passi, nella speranza che, nel tempo, se ne possano compiere molti altri. —
Margherita Becchetti
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