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il caso 

Il Regno Unito ritira lo spot di Max Mara «Magrezza malsana»

L. G.

L’annuncio era stato pubblicato sul The sunday times style Secondo l’Authority inglese è uno scatto «irresponsabile»

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reggio emilia. Una modella «magra in modo malsano», al punto da considerare quell’annuncio pubblicitario «irresponsabile» ordinandone il ritiro.

Il caso riguarda un’inserzione pubblicitaria inserita da Sportmax, marchio della casa di moda reggiana Max Mara, sulla rivista inglese “The sunday times style” il 28 febbraio di quest’anno. Annuncio finito al centro delle polemiche nel Regno Unito a seguito di alcune segnalazioni inviate all’Advertising standards authority (Asa), l’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria britannica, per l’eccessiva magrezza dimostrata dalla modella, con indosso un abito nero lungo fino alle caviglie. Sentita dall’Asa, «Max Mara ha dichiarato di non essere d’accordo sul fatto che la modella fosse magra in modo malsano – si legge nel provvedimento pubblicato mercoledì dall’authority inglese – o che l’annuncio fosse irresponsabile».

Anzi, l’azienda ha spiegato come «la modella sia ben nota e fosse stata scelta per la sua bellezza particolare e l’aspetto straordinario». La stessa ragazza inoltre, secondo Max Mara, «aveva già partecipato regolarmente a sfilate per molte famose case di moda. Anche a Parigi dove, dal 2017, le modelle che erano magre in modo malsano non erano ammesse in passerella».

La maison reggiana ha poi spiegato all’Asa le regioni che hanno portato a scegliere quella foto: «La modella era completamente vestita con solo il viso e le mani scoperte e l’immagine metteva in risalto la leggerezza e la morbidezza dell’abito indossato, in contrasto con gli stivali pesanti e oversize». Non c’era quindi «l’intenzione di soffermarsi sulla magrezza della modella o di promuovere ideali irrealistici e malsani e non c’era nulla nell’immagine che suggerisse che la modella avesse un disturbo alimentare o fosse patologicamente sottopeso, ma piuttosto si evidenziava l’eleganza e lo stile dell’abbigliamento».

Max Mara ha anche fornito all’Authority britannica due immagini sempre della stessa modella che, secondo l’azienda, mostravano «che fosse in buona salute, con un aspetto normale. Quell’annuncio comunicava uno stile particolare e una scelta di abbigliamento ma non aveva nulla a che fare con le scelte alimentari e non avrebbe portato le persone a gravi disturbi alimentari».

Giustificazioni ritenute non valide dall’Asa, che ha ordinato che quell’inserzione non debba più «apparire nella sua forma attuale, intimando a Max Mara fashion group di assicurarsi che le immagini nei loro annunci siano preparate in modo responsabile».

Secondo l’agenzia quello scatto «ha attirato l’attenzione sulla forma del corpo evidenziando la struttura molto sottile e la sporgenza dell’osso iliaco (l’anca) visibile attraverso il tessuto. Abbiamo anche considerato che il contrasto dell’illuminazione di sfondo, con una tonalità seppia, contro il vestito nero accentuasse la silhouette mentre l’espressione del viso e la postura della modella le davano un aspetto scarno». —

L. G.

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