«Il settore ha sofferto ma stiamo aiutando i gestori delle piscine»
Manghi: «Cerchiamo di garantire le condizioni di sopravvivenza»
Reggio Emilia. «Il tema della riapertura delle piscine è all’attenzione della Regione che, in questi mesi, ha mantenuto uno stretto contatto con i gestori».
Dopo la lettera dei 65 gestori di impianti natatori emiliano-romagnoli, nella quale sono stati espressi timori e perplessità in vista della riapertura delle piscine all’aperto (prevista il 15 maggio), per fare il punto sull’argomento interviene il capo della segreteria politica della presidenza in Regione, Giammaria Manghi, che in questi mesi ha seguito da vicino gli sviluppi della situazione.
Manghi, come si sta muovendo la Regione su questo versante?
«Con il sistema piscine la Regione ha mantenuto un atteggiamento di dialogo e ascolto sin dall’inizio dell’emergenza. Dallo scorso anno ho svolto almeno una decina di videocall con i rappresentanti di questo comparto, nell’ottica di un confronto sempre aperto. In primis va sottolineata la consapevolezza del fatto che questo è un settore in gravi condizioni di sofferenza, a causa del prolungato stop all’attività. Nelle scorse settimane la Regione ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro di ristori con contributi tra i 6mila e i 20mila euro per i 147 impianti natatori di proprietà pubblica. Una cifra importante, che sappiamo non essere risolutiva ma che costituisce un segno di attenzione significativo».
Da dove nascono le perplessità dei gestori degli impianti?
«L’aspetto che resta aperto è quello relativo al protocollo di riapertura, che non è ancora stato approvato. La Conferenza Stato-Regioni ha inviato al Dipartimento dello sport – che a sua volta le inoltrerà al Governo e al Comitato tecnico scientifico – le proprie linee guida, all’interno delle quali viene indicato in 7 metri quadrati lo spazio a disposizione di ogni utente nelle piscine all’aperto. Il timore dei gestori è che questa quota venga elevata a 10 metri quadrati: scelta che comporterebbe un’evidente riduzione degli spazi e la diminuzione degli utenti. Da parte mia ho manifestato la disponibilità a incontrare nuovamente i gestori non appena i protocolli saranno ufficiali, nella speranza che non insorgano altre difficoltà».
Si sta configurando lo stesso quadro della scorsa estate?
«La situazione è diversa: nel 2020, le Regioni avevano la possibilità di apportare modifiche al protocollo nazionale. Quest’anno invece possono soltanto restringere, e non allargare, le maglie della normativa. Cercheremo di mettere in campo ogni sforzo possibile per garantire ai gestori le condizioni di sopravvivenza. Poi c'è un altro tema su cui va fatta chiarezza».
Quale?
«Al momento non si ha ancora una data di riapertura delle piscine coperte. In questo senso si muoverà la Conferenza Stato-Regioni: è giusto che i gestori abbiano una prospettiva per capire come potersi organizzare. Eventuali altri ristori? Vedremo, i campi di sofferenza sono molteplici: in luglio la Regione approverà il bilancio di assestamento e in queste settimane si cercherà di capire se vi può essere spazio di manovra in questo senso. Il sistema ha necessità di interventi da parte dello Stato e dei Comuni, che con i gestori hanno in essere delle convenzioni. La Regione è disponibile a dialogare e a cercare una soluzione a questa situazione complessa ma non può essere l'unico attore in campo». —
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