Iren, utile netto pari a 235 milioni Dividendo di 0,095 per ogni azione
Il Gruppo ha dimostrato di essere in grado di resistere allo scenario emergenziale che ha caratterizzato il 2020
REGGIO EMILIA. Si è chiuso con ricavi consolidati pari a 3.725 milioni in diminuzione del 12,8% rispetto ai 4.275 milioni archiviati l'anno precedente, l'esercizio 2020 di Iren. Il margine operativo - si legge in una nota della multiutility - si è attestato a 927 milioni di euro, in aumento dell'1,1% rispetto ai 917 milioni del 2019 mentre l'utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti è risultato pari a 235 milioni in calo dello 0,4% rispetto ai 236 milioni di euro registrati nell'esercizio precedente. L'assemblea degli azionisti, nell'approvare il bilancio, ha approvato anche la proposta di un dividendo pari a 0,095 euro per azione.
La flessione dei ricavi è da ricondursi principalmente al calo dei prezzi delle commodities energetiche, alla riduzione dei volumi venduti di energia elettrica anche in relazione al lockdown dovuto al Covid-19, alla riduzione delle vendite di gas e di vendita di calore per il teleriscaldamento dovuta all’inverno mite, nonché alla minore energia elettrica prodotta dagli impianti del Gruppo. Il margine operativo lordo (Ebitda) è pari a 927 milioni di euro, in aumento del +1,1% rispetto ai 917 milioni di euro dell’esercizio 2019. L’esercizio 2019 ha beneficiato di 59 milioni di euro di elementi straordinari: 14 milioni di euro su Reti per conguaglio idrico, 32 milioni di euro su energia per titoli energetici e conguaglio termico e 13 milioni di euro su mercato riconducibili a ratei e conguagli. Gli elementi straordinari che hanno influenzato il 2020 pari a 20 milioni di euro, invece, riguardano Reti per 3 milioni principalmente relativi ad un conguaglio idrico, Mercato per 4 milioni per un conguaglio Gas e Energia per 13 milioni relativi ad un riconoscimento di certificati energetici e sopravvenienze relativi ad anni precedenti. Al netto delle componenti straordinarie che hanno caratterizzato i periodi, l’Ebitda sarebbe risultato in crescita del 5,7%. Il portafoglio multibusiness del Gruppo ha pertanto dimostrato resilienza allo scenario energetico, climatico ed emergenziale che ha caratterizzato il 2020. I miglioramenti della marginalità delle business unit Mercato (+33,1%), Ambiente (+9,6%) e Reti (+0,9%) hanno completamente assorbito la flessione della business unit Energia (-16,7%).
Il risultato operativo (Ebit) si attesta a 416 milioni di euro, in diminuzione del -8,0% rispetto ai 452 milioni di euro del corrispondente periodo 2019. Nell’esercizio si sono registrati maggiori ammortamenti per circa 37 milioni di euro relativi ai nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento, maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti di cui 25 milioni di euro correlati all’incremento delle perdite su crediti stimate in relazione al Covid-19. Si registrano inoltre minori accantonamenti ai fondi rischi, al netto dei rilasci, per circa 9 milioni di euro e minori svalutazioni per circa 8 milioni di euro.
L’utile netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 235 milioni di euro in calo (-0,4%) rispetto a 236 milioni di euro registrati nel 2019. Il risultato, in linea con quello dello scorso anno, beneficia di minori oneri finanziari e di una riduzione del tax rate dovuta a partite non ricorrenti. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2020 è pari a 2.948 milioni di euro, in aumento di circa 242 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019. Complessivamente, l’indebitamento finanziario netto aumenta del 8,9% in seguito agli elevati investimenti ed alle operazioni di consolidamento (198 milioni di euro). Il capitale circolante netto si riduce di circa 124 milioni di euro a seguito dell’andamento delle componenti di natura commerciale e tributaria, nonché dell’incremento del fondo svalutazione crediti. —
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