Vandalismi al parco tre 17enni nei guai Devono rispondere di danneggiamento
A tradirli i filmati delle telecamere comunali di sorveglianza Il sindaco: «Dovranno pagare i danni fatti alla collettività»
bagnolo. Hanno 17 anni e sono figli di coppie perbene, i tre ragazzi denunciati dai carabinieri per vandalismo e multati per non aver rispettato il coprifuoco. Notizia attesa, quella della conclusione delle indagini dei carabinieri di Bagnolo e Novallara sul raid vandalico compiuto nella notte tra il 24 e il 25 aprile scorsi, verso le due del mattino, al parco Europa. Notizia puntualmente arrivata. Secondo i militari che hanno raccolto la denuncia del sindaco Gianluca Paoli – che ha portato a corredo anche i filmati della videosorveglianza, nei quali i tre ragazzi sono stati immortali durante il rovesciamento di alcune transenne e le sassate alle lampade in vetro dei lampioni –, dietro la notte brava dei tre ragazzini non ci sarebbe altro che l’ebbrezza di infrangere le regole e quel tanto di noia che fa scattare idee per mettere in circolo l’adrenalina. Può essere, visto che i tre diciassettenni nell’arco di poco tempo hanno danneggiando quattro lampioni pubblici con relative palle di vetro, rovesciato a terra i cassonetti della nettezza urbana, due dei quali, unitamente a una rete metallica prelevata nel cantiere dove è in costruzione un chiosco, sono stati collocati lungo la strada, così da bloccare del tutto il traffico lungo via Anna Frank, probabilmente inesistente a quell’ora.
E non si sono fermati lì: hanno rovesciato i cestini dei rifiuti che hanno trovato lungo la loro strada. Poi sono tornati a casa e, una volta “beccati”, perché non poteva essere altrimenti, hanno ammesso mestamente, davanti ai carabinieri, che sì, erano proprio stati loro.
«Ovviamente i genitori, come minimo, dovranno pagare i danni di quel che è stato fatto sui beni della collettività – afferma il sindaco Gianluca Paoli, che il giorno dopo il raid ha dovuto affrontare l’ira dei cittadini, indignati per quanto era accaduto –. Ma siccome conosciamo le famiglie e non vogliamo certamente nuocere al percorso di crescita e di educazione dei ragazzi, ci auguriamo che, una volta che il percorso della giustizia avrà fatto il suo corso, gli adolescenti possano restituire alla comunità, in termini di lavori socialmente utili, quello che hanno tolto».
Un’eventualità possibile ma non immediata, visto che la sorte dei tre diciassettenni ora è nelle mani dei magistrati della procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Bologna, che porterà avanti l’indagine. L’identificazione, proprio grazie ai filmati della videosorveglianza, pare certa; in più, ci sono le ammissioni, compiute anche davanti ai genitori. Che ora dovranno anche pagare la multa di 400 euro, perché i ragazzini, oltre all’accusa di danneggiamento, hanno violato il coprifuoco. —
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