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Credem, bene la trimestrale e boom di risparmi e mutui

Il risultato netto consolidato del primo trimestre è cresciuto a 62 milioni (+52%). La raccolta complessiva fa +20,5% rispetto a marzo 2020 e sale a 81,6 miliardi


08 maggio 2021 Enrico Lorenzo Tidona


REGGIO EMILIA. Per capire l’entità del rimbalzo economico a un anno dall’infarto sociale causato dal Covid, si può far riferimento ai conti della prima trimestrale del Credito Emilia. Il cda della banca di Reggio Emilia ieri ha dato il via libera ai conti dei primi tre mesi del 2021 chiusi con un utile netto consolidato sostanzioso di 62 milioni, in crescita del 52,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Obiettivi raggiunti grazie ai fondamentali della banca così come alla nuova spinta economica in atto a beneficio di chi ha un lavoro certo o di chi fa parte di settori trainanti che hanno assicurato continuità reddituale con un calo della spesa personale, tramutatasi in risparmio privato in conto corrente.

Quanto risparmio? Una montagna. Guardando sempre ai numeri del Credem, che conta oltre 23 mila nuovi clienti, la raccolta complessiva da clientela è cresciuta del 20,5% rispetto a marzo 2020, toccando la quota monstre di 81,6 miliardi di euro. I soldi affidati alla banca dalla clientela in via diretta sono in aumento del 17,9% a 32,2 miliardi di euro. La raccolta assicurativa si attesta a 8 miliardi di euro (+13,9% rispetto al primo trimestre del 2020) e i premi legati a garanzie di protezione vita e danni raggiungono i 18,2 milioni di euro (+13,4%).

Anche i prestiti alla clientela hanno raggiunto i 29,6 miliardi di euro in progresso del 13,2% rispetto al primo trimestre del 2020 con i mutui casa alle famiglie stipulati per 642,5 milioni di euro nel trimestre: +112%. Allo stesso tempo, nonostante il periodo, il rapporto tra impieghi problematici lordi ed impieghi lordi si è ridotto al 2,8% e il costo del credito è pari a 5 punti base. Sul fronte patrimoniale, infine, il Cet1 ratio del gruppo bancario è stabile a 15,6% rispetto a fine 2020.

Il margine di intermediazione è andato progressivamente crescendo e nel primo trimestre di quest’anno si è attestato a 335,7 milioni (+12,5%) con le commissioni nette a 154,7 milioni (+7,4%). In salita anche i costi operativi che si attestano a 194,6 milioni (+5,7%).

Il cost/income risulta in calo al 58% rispetto al 61,7% della fine del primo trimestre 2020, mentre gli accantonamenti per rischi ed oneri sono 0,5 milioni rispetto a 2,8 milioni. Le rettifiche nette di valore su crediti si attestano a 3,7 milioni, in calo del 77%.

Per quanto riguarda Credemholding (società che controlla il 78,59% del capitale del Credem) ha approvato a sua volta il progetto di bilancio individuale e consolidato dell’esercizio 2020 confermando integralmente i risultati preliminari comunicati lo scorso 8 febbraio. Il bilancio sarà sottoposto all’assemblea dei soci prevista in prima convocazione il 10 giugno 2021 ed in seconda convocazione il 14 giugno 2021. La società, nel dettaglio, ha registrato a fine 2020 un utile consolidato di 158,6 milioni di euro, in progresso del 2,6% rispetto a 154,6 milioni di euro del 2019. Il cda ha deliberato di proporre l’assegnazione di un dividendo di 2 euro per azione che sarà messo in pagamento a partire dal 24 giugno 2021 per un monte dividendi complessivo di 33 milioni di euro. —

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