Il campanile adesso non ci serve
L'editoriale del direttore della Gazzetta di Reggio
REGGIO EMILIA. Ha detto bene il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, commentando qualche giorno fa l’arrivo a Gavassa del progetto per l’auto elettrica di lusso che mette insieme cinesi e americani. «Sarà un’opportunità anche per Modena». Già. Almeno il primo cittadino ha guardato oltre, facendo crollare sul nascere il campanile delle possibili polemiche e delle rivalità fini a se stesse.
Perché il grande piano che prevede un investimento di un miliardo e mezzo di euro e un migliaio di posti di lavoro finirà senza alcun dubbio per avere ricadute anche oltre il confine geografico di Reggio Emilia. Contratti di fornitura sono stati infatti già raggiunti con aziende di Modena, Bologna e Parma, tra cui Dallara. C’è un’opportunità enorme in questa avventura che promette di far uscire dal futuro stabilimento la prima vettura già nel 2023. Non è il tempo dell’ambientalismo radicalista di maniera.
Certo, si poteva puntare sulle ex Officine Reggiane. Ma, al di là della logistica, lo capiva anche uno sprovveduto che in quel caso i costi sarebbero lievitati a dismisura, difficili da sostenere anche per chi, come i cinesi di Faw e gli americani di Silk Ev, di dollari da investire ne ha a palate. Veniamo da (oltre) un anno disgraziato, costato già migliaia di morti e che ha azzoppato un’economia che da poco si era ripresa dall’effetto domino di una crisi lunga un decennio. Non sappiamo quanto sarà lunga l’onda negativa ma nel prossimo futuro potremmo perdere per strada altri posti di lavoro.
Avere l’opportunità di mettere sul mercato un migliaio di contratti è un lusso inaspettato che non va sprecato e che avrà ricadute positive sull’intera Emilia. Bisogna iniziare a ragionare davvero in termini di Motor Valley, anche se i confini si allargano. Poi, possiamo discutere sul fatto che tocchi a cinesi e americani metterci i soldi. Ma questa è un’altra storia.
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