Serve l’ok della Soprintendenza per riparare panchine e cestini
L’amministrazione comunale ha accolto le richieste avanzate dai cittadini I manufatti danneggiati non potranno essere sostituiti in quanto “storici”
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Saranno riparati, non sostituiti, gli storici arredi del Parco del Popolo gravemente danneggiati dalle intemperie e dai vandalismi associati a una perdurante incuria.
Lo chiedevano i cittadini organizzati nel gruppo “Dalla parte dei giardini pubblici” e il Comune ha accolto la proposta riconoscendo la necessità di intervenire con sollecitudine senza aspettare la complessiva ristrutturazione del parco, per la quale è prevista una spesa di 200mila euro.
Ne ha dato comunicazione Carlotta Bonvicini, assessora all’Ambiente, nell’incontro a distanza con i rappresentanti del comitato Flavia Rossi, Piera Vitale e Gioacchino Pedrazzoli, al quale hanno partecipato anche tenici degli assessorati al Commercio e ai Lavori pubblici. È dall’anno scorso che viene denunciato anche in consiglio comunale il pesante degrado in cui versa la più antica area di verde pubblico attrezzato della città. Un mese fa si è provveduto almeno alla pulizia, rimuovendo le foglie secche e i rifiuti. Rimane però lo spettacolo avvilente delle panchine di legno spezzate, dei cestini di ghisa sfondati e dei lampioni rotti. Si temeva che il Comune volesse lasciare che il deterioramento si completasse per sostituirli con manufatti moderni assai meno eleganti e robusti, destinati a una rapida distruzione come quelli recentemente installati in altri luoghi, ma non sarà così.
«Il Comune – riferisce Flavia Rossi – ammette che un tempo la manutenzione era meglio curata. Ha promesso che provvederà al più presto ad aggiustare le panchine e gli altri arredi, che hanno un valore storico e non potrebbero in ogni caso essere eliminati. Occorrerà per questo l’autorizzazione della Soprintendenza».
Un altro macroscopico punto dolente, nel bel mezzo dei giardini, è il monumento funebre dei Concordi, risalente al primo secolo dopo Cristo, che appare deturpato da scritte e sistematicamente insozzato da frequentatori incivili. «Li attirano – osserva Flavia Rossi – le sedute di pietra collocate per le scolaresche in visita ma utilizzate da altre persone. È intenzione del Comune rimpiazzarle con una cortina verde e recintare il monumento con una cancellata». La risistemazione del parco riguarderà anche il chioschetto situato fra il teatro Valli e l’area riservata ai giochi per i bambini. Se ne ipotizza l’ampliamento o la duplicazione con l’apertura di un altro punto di ristoro. Inoltre si interverrà per salvaguardare le statue di Ariosto e Boiardo eseguite dallo scultore Riccardo Secchi. Piera Vitale ha riproposto la riapertura dei bagni pubblici e ha insistito perché sia attuata una regolare pulizia del parco. —
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