Sopravvive al Covid ma gli svuotano il negozio
Bertani, titolare dell’Outlet degli elettrodomestici in via Vico: «Mi hanno preso anche il mio amuleto, il metro da sarta di mia nonna»
REGGIO EMILIA. In una manciata di secondi sono riusciti ad arraffare tutti gli iPhone esposti in vetrina e li hanno portati via insieme al cassetto del registratore di cassa, dove si trovava un centinaio di euro.
Nel mirino dei ladri, due uomini arrivati in bicicletta, uno a volto scoperto e l’altro con un passamontagna, è finito l’Outlet degli elettrodomestici che si trova in via Vico. I due hanno agito in piena notte dopo aver individuato la porta da cui entrare, l’unica a non essere protetta da un allarme perimetrale.
«Essendo automatica non potevo installare quel tipo di allarme – spiega Luca Bertani, titolare del negozio – ma proprio tra qualche giorno avrei dovuto montare un antifurto fumogeno».
A scattare è stato l’altro allarme, che ha rivelato la presenza dei due uomini all’interno del locale: «All’una e cinquanta ho ricevuto la chiamata dal centro di controllo – racconta Bertani – e mi sono precipitato al negozio. Quando sono arrivato c’erano già i carabinieri, che sono stati davvero bravi, ci tengo a ringraziarli, e che ora stanno facendo le indagini». Dei ladri non c’era più traccia, ma grazie al sistema di videosorveglianza interno ed esterno è possibile ricostruire ogni loro mossa: «I due uomini – spiega Bertani – sono arrivati in bicicletta fin davanti alla vetrina, hanno appoggiato le bici e hanno iniziato a toccare e tirare la serranda. Hanno trafficato un po’ lì fuori, sono riusciti ad aprire la porta e poi in venti secondi, anche meno, hanno ripulito la vetrina degli smartphone, tutti iPhone di ultima generazione». L’impressione del titolare è che i ladri sapessero perfettamente cosa cercare e dove trovarlo. «Hanno preso il cassetto del registratore di cassa che lascio sempre aperto per evitare che lo distruggano, perché costa più la cassa di quello che ci lascio dentro, e l’hanno usato come “sacchetto” buttandoci dentro i cellulari, avranno rubato un sette-ottomila euro di materiale». Senza considerare i danni a serranda e porta.
Ma Bertani pensa ad altro: «A 38 anni ho preso il Covid e sono stato in ospedale dodici giorni, fermo a letto con la maschera dell’ossigeno. Sono passato da un buco stretto – racconta – mi sento un miracolato e devo dire che adesso le cose mi toccano meno, ma nel cassetto che i ladri hanno portato via c’era un oggetto che per me ha un valore inestimabile: il metro da sarta di mia nonna Guerrina, che è morta l’anno scorso. Uno di quelli gialli plastificati, che si possono arrotolare. Me l’ha regalato due mesi prima di andarsene. Lo tenevo nella cassa come portafortuna, e perché mi ricordava la mia infanzia, il suo mobile in cui trovavo sempre caramelle, lei. Se i ladri fossero gentili – conclude Bertani con la voce spezzata – potrebbero restituirmelo, buttarmelo davanti alla porta una di queste sere. Gliene sarei davvero grato, mi potrei anche sdebitare». —
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