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«Catastrofe Covid l’India è in ginocchio»

M.P.
«Catastrofe Covid l’India è in ginocchio»

Marco Singh Ikbal, 28 anni di Casoni, ha parenti nel Paese «Gli ospedali sono al collasso e le autorità restano inerti»

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LUZZARA. Fa paura ai connazionali residenti in Italia il nuovo record i contagi in India: gli ultimi dati dicono 400 mila in sole 24 ore. E la situazione si fa sempre più grave giorno dopo giorno. Le istituzioni hanno disposto nuovi lockdown nazionali, ma lo scenario è critico. Molti ospedali sono al collasso e non riescono a prestare soccorso a tutti. Non essendoci più letti a disposizione le persone gravemente malate vengono provvisoriamente sistemate su sedie di plastica con il capo reclinato all’indietro e maschera per ossigenare i polmoni. I casi totali sono più di 20 milioni, i decessi 222.000. La regione più colpita è quella a sud di Nuova Delhi. Marco Singh Ikbal, 28 anni, programmatore in un’azienda meccanica, residente a Casoni di Luzzara ha amici e parenti in India. La sua famiglia, originaria del Punjab, dove peraltro pare si registrano minori contagi, è in Italia da diversi anni: il padre dal 1981, la madre da gennaio 1989. Il padre aveva uno zio operaio della Padana Tubi deceduto per un malore nel 2017. Marco è nato a Guastalla. Gioca a calcio nel ruolo di difensore, nella squadra amatoriale di San Girolamo. E guarda con apprensione all’India.

«Seguo ogni giorno le notizie – racconta Marco – La situazione è grave. Là in questi giorni ci sono 40 gradi. Ho sentito che da Fiumicino sono partiti numerosi aiuti, in particolare bombole di ossigeno. Anche Khalsa Aid, l’organizzazione umanitaria internazionale senza scopo di lucro con sede nel Regno Unito che fornisce supporto alle vittime di disastri in tutto il mondo, sta inviando aiuti e maschere per la respirazione non invasiva. Inoltre la carenza di ossigeno è solo uno dei problemi che dimostra che i governi sia federale che statale non erano preparati, non avendo fatto abbastanza per fermare o ridurre al minimo i danni della seconda ondata. È necessario che le autorità locali facciano rispettare le regole».

«La polizia dovrebbe girare dappertutto – prosegue – A peggiorare la situazione sono state sicuramente le elezioni politiche degli ultimi mesi che hanno fatto riversare in strada milioni di persone. Questo sicuramente ha determinato la moltiplicazione dei contagi che poi hanno coinvolto le famiglie. Il problema vero, però, è che i politici, in India, pensano solo a loro stessi. Un politico ha chiesto addirittura alle persone di indossare maschere e seguire le distanze, ma nei suoi messaggi pubblici si è rivolto a grandi folle senza mascherina durante le sue campagne elettorali in cinque stati. Alcuni dei suoi ministri sono stati anche visti parlare a grandi raduni senza indossare mascherine. Anche il Kumbh Mela, un festival indù che attira milioni di persone, è stato autorizzato ad andare avanti. Non è stato fatto alcun investimento in campo sanitario e il Covid19 sta facendo una strage. La devastazione ha anche messo a nudo il sotto finanziamento e l’abbandono del sistema sanitario pubblico in India». «Recentemente ho sentito un parente che ha dovuto andare in India per un familiare ricoverato in un ospedale. Mi ha confermato il caos con le terapie intensive al collasso» conclude Marco. —

M.P.

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