Coop Alleanza perde ancora 132 milioni ma torna a brillare con i supermercati
Aumentano vendite e margini, si punta al pareggio. Pesano però i rami immobiliare e turismo Cifiello: «Siamo ammaccati per i risultati del passato, ma ora abbiamo un quadro di grande solidità»
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA. Carrelli pieni, ritorno al segno positivo nelle vendite e recupero di 112 milioni di Ebitda. Ma non basta per rivedere l’utile, che sarà rimandato al 2022. Il risultato 2020 di Coop Allenaza 3.0 è gravato infatti da svalutazioni per 150 milioni e dalla chiusura di paracaduti come il dividendo del gruppo Unipol, che per ottemperare alle richieste prudenziali non ha staccato la solita cedola da 40 milioni che ha da sempre puntellato i conti della più grande cooperativa di consumatori in Italia.
IL ROSSO A FINE ANNO
Questo ha determinato una perdita di 132 milioni nel bilancio consolidato e di 138 milioni in quello della sola cooperativa (rosso ridotto comunque di 51 milioni a livello consolidato rispetto al 2019). «Lo spumante lo teniamo ancora un anno in frigo, sperando di poterlo stappare come promesso non appena raggiungiamo l’utile», è la frase con la quale viene gettato il cuore oltre un ostacolo alzato improvvisamente dal Covid. A pronunciarla, promuovendo il lavoro di rilancio e pulizia dei conti, è stato ieri il presidente Mario Cifiello, che avverte: «Siamo ammaccati per i risultati del passato, ma abbiamo un quadro di grande solidità». E poi annuncia: «Il piano di risanamento va avanti e così la nostra identità cooperativa». Ci sarà infatti anche un momento di confronto sulla “legge Zan” contro l’omofobia, in uno dei prossimi incontri della “Corporate Academy” di Coop Alleanza 3.0. «Sosteniamo questa battaglia di inclusione, principio cardine della nostra cooperativa».
VENDITE IN CRESCITA
Per il 2020 le vendite a insegna Coop (somma della rete diretta, delle partecipate, di Easycoop e franchising) hanno raggiunto i 5,12 miliardi, con una crescita di 203 milioni sul 2019. Ma a far ben sperare sono le vendite della sola rete diretta, ovvero la cooperativa e le controllate dei supermercati, che hanno raggiunto i 4,36 miliardi nel 2020, con un incremento di 52 milioni rispetto al 2019. Un cambio di tendenza in positivo, diversamente da quanto avvenuto negli anni passati, che mette in risalto la gestione caratteristica, che conta con buoni segnali anche nel primo trimestre di quest’anno. «Io sono molto soddisfatto – dice Cifiello – Perché non dipendiamo più dai risultati della finanza che aiutava i supermercati. Stiamo ribaltando questo paradigma. Il cambio di passo prodotto dalla gestione commerciale è garanzia per il nostro futuro». L’Ebitda 2020 della gestione caratteristica infatti vicino al pareggio (-8 milioni di euro, rispetto ai -120 del 2018) e nello stesso arco di tempo, l’Ebit (indicatore di marginalità, comprensivo degli ammortamenti) recupera 123 milioni in soli due anni, passando dai -217 milioni del 2018 ai -94 milioni del 2020, in ripresa sul 2019 e sulle previsioni. Dati ancora più significativi, in quanto circa la metà delle vendite sono realizzate attraverso ipermercati collocati nei centri commerciali, particolarmente colpiti dalle restrizioni anti-Covid.
Per quanto riguarda la gestione finanziaria il contributo positivo è stato di circa 15 milioni, scontando in particolare le riduzioni di dividendi dei fondi immobiliari e svalutazioni.
LE NUOVE ZAVORRE
«Non siamo solo supermercati. Sento spesso paragoni semplicistici con le altre imprese del settore. Noi siamo molto altro anche se le altre gestioni l’anno scorso hanno particolarmente sofferto», è il commento della direttrice generale corporate Milva Carletti, che sottolinea il perimetro vasto dell’universo Coop: «Le gestioni degli immobili concessi in affitto hanno subito infatti dei ridimensionamenti importanti sugli affitti». Basti pensare alla controllata Igd, che gestisce centri e gallerie commerciali, che conta da sola una perdita di 66 milioni di euro. Da qui il richiamo di Cifiello: «Chiediamo al Governo di essere coerente e riaprire i centri commerciali. Noi ne risentiamo ma è forte la sofferenza soprattutto dei più piccoli». Circa 100 milioni di euro sono invece arrivati dalle vendite immobiliari. Coop Alleanza ha dismesso verso terzi 28 punti vendita ma che manterranno con l’insegna bianco-rossa, che rimarrà anche in Sicilia, dove però la cooperativa sta passando interamente la mano a un partner. Sono invece circa mille i dipendenti usciti con l’incentivo. «Puntiamo anche a nuove aperture, soprattutto in Emilia-Romagna e sulla dorsale adriatica», anticipa il direttore generale retail Piermario Mocchi.
IL NODO DEL TURISMO
Altra nota dolente sono le agenzie di viaggio Robintour, che dopo le soddisfazioni degli anni scorsi soffrono come tutti il blocco del turismo, segnando una perdita di circa 5 milioni di euro.
«Abbiamo fatto tanti tentativi per avere previsioni serie sul futuro ma non è semplice – spiega Carletti – Noi ci eravamo immaginati una ripresa del turismo che doveva iniziare molto prima, così come il piano vaccinale. Abbiamo però le forze per attendere che le acque si calmino per fare delle valutazioni più avanti». —
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