I sindaci della Bassa ricordano Impastato ucciso 43 anni fa
La sindaca di Brescello scatta la foto dal capannone dei Grande Aracri: «Segnale forte a chi non capisce ancora cosa sia la mafia»
BRESCELLo. Oggi ricorrono i 43 anni dall’omicidio di Peppino Impastato per mano della mafia e i sindaci dell’Unione Bassa Reggiana lo ricordano aderendo all’iniziativa lanciata dal sindaco di Cinisi (Palermo) Giangiacomo Palazzolo. Poiché, a causa della pandemia, quest’anno non è possibile svolgere la tradizionale sfilata di sindaci e giovani a Cinisi, il primo cittadino del Comune dove nacque e morì il giornalista ha proposto di ricordarne la figura e l’impegno civile attraverso una sfilata virtuale di fotografie in cui compare una delle frasi simbolo di Impastato: “La mafia è una montagna di merda”.
Tutti i sindaci dell’Unione Bassa Reggiana hanno risposto all’appello. «Questa ricorrenza – afferma la presidente dell’Unione Camilla Verona – è l’occasione per ricordare Giuseppe Impastato, la sua inarrestabile denuncia della criminalità organizzata di stampo mafioso e il suo sacrificio. Ma è anche un’occasione simbolica per rinnovare il nostro impegno a denunciare e combattere ogni forma di illegalità. Per questo ribadiamo il nostro sostegno e la nostra piena collaborazione a tutte le forze dell’ordine nel lavoro quotidiano contro le mafie». La sindaca di Brescello ha scelto di scattarsi la foto con in mano lo scatto che ritrae Impastato, nei capannoni che erano di Grande Aracri affidati al Comune e che a settembre, annuncia, saranno inaugurati. «Io mi sono recata ai beni confiscati alla cosca Grande Aracri – scrive in un post Su facebook – L’intento è quello di dare un segnale forte a chi ancora non capisce cosa è la mafia. In tanti aderiremo, ci vedrete sui social, sui giornali, in gruppo, da soli, il tutto per non dimenticare e tenere alta la guardia. Anche noi ci siamo». —
M.P.
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