L’olandese volante in fuga beffa tutti a Canale d’Alba
Van der Hoorn, più forte della pioggia, precede di quattro secondi il gruppo Il favorito Peter Sagan deve accontentarsi del terzo posto, secondo Cimolai
CANALE D’ALBA (CUNEO). Dopo la volata di Merlier, l’assolo di Taco Van der Hoorn. Tolta la certezza Filippo Ganna, vincitore sabato del cronoprologo di Torino e sempre maglia rosa, è un Giro d’Italia che regala sorprese in queste prime giornate piemontesi.
Sul traguardo di Canale d’Alba, dopo 190 chilometri percorsi in gran parte sotto la pioggia, si impone il corridore olandese, in fuga fin dal mattino con altri sette compagni d’avventura.
Il ciclista dell’Intermarchè-Wanty-Gobert prima ha staccato uno dopo l’altro gli altri componenti della fuga, con Simon Pellaud ultimo ad arrendersi, poi si è involato da solo verso il traguardo resistendo al perentorio ritorno del gruppo, giunto a una manciata di secondi (4”) e regolato allo sprint da Davide Cimolai, che ha battuto l’ex campione del mondo Peter Sagan.
«Non ci posso credere. Sono venuto al Giro per correre in maniera aggressiva ma sapevo che sarebbe stato molto difficile riuscire a vincere una tappa. Oggi ci ho provato ma non credevo di farcela – ha raccontato Taco Van der Hoorn dopo l’incredibile vittoria –. Con Simon Pellaud avevamo solo un minuto di vantaggio sul gruppo. Poi ho staccato Simon in salita e dalla radio mi hanno detto di avere 40” di vantaggio. Quando mi sono girato all’ultimo chilometro e non ho visto nessuno, ho iniziato a credere di potercela fare. È incredibile».
Beffato Peter Sagan, il grande favorito della vigilia, che ha fatto lavorare per tutto il giorno la sua squadra, la Bora-Hansgrohe, riuscendo a staccare lungo le colline cuneesi anche alcuni velocisti top (come Ewan, Nizzolo, Groenewegen e Merlier), per poi chiudere solo al terzo posto, davanti a Elia Viviani. Nella top ten anche gli italiani Alberto Bettiol, Stefano Oldani e Jacopo Mosca, rispettivamente ottavo, nono e decimo.
Il leader della classifica generale, Filippo Ganna, saluta la sua terra concludendo un altro giorno in rosa, ma è consapevole che già la quarta frazione, da Piacenza a Sestola per 187 chilometri, che oggi attraverserà la collina reggiana prima di concludersi in terra modenese, potrebbe ridisegnare la classifica generale.
Il passista di Verbania ha un vantaggio di 16” su Tobias Foss, di 20” su Remco Evenepoel e 21” su Joao Almeida, ma soprattutto la coppia della Deceuninck-QuickStep rappresenta una grossa insidia in vista del primo arrivo all’insù di oggi pomeriggio.
«Ho visto molti velocisti staccarsi lungo le salite che abbiamo affrontato. Nel finale eravamo rimasti in pochi nel gruppo principale. In salita ho visto che Remco pedalava molto bene: domani sarà dura per me difendere la maglia rosa», ammette Filippo Ganna, pronto a mettersi a disposizione all’occorrenza per i suoi capitani Egan Bernal e Pavel Sivakov.
«Dopo queste prime tre tappe, inizia il Giro dei miei capitani – sottolinea ancora Ganna –. Vediamo, magari dovrò cedere questa bellissima maglia».
O magari il piemontese regalerà l’ennesima sorpresa di questo primo scorcio del Giro d’Italia. —
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